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domenica, Ottobre 25, 2020
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Piano sanitario veneto: per infermieri salto di qualità ai livelli europei

“La professione infermieristica con il nuovo piano socio sanitario approvato nei giorni scorsi dal Consiglio regionale registra, in Veneto, un passo in avanti che la proietta decisamente verso il Nord Europa”. Lo ha affermato Luigino Schiavon presidente del coordinamento veneto dell’Ipasvi la Federazione Nazionale che rappresenta infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia nel corso di una conferenza stampa organizzata a palazzo Ferro-Fini in collaborazione con il presidente della commissione sanità dell’assemblea regionale Leonardo Padrin e con il capogruppo de Pdl Dario Bond. “La novità di maggior rilievo – ha spiegato Schiavon – è la possibilità di ampliare il ruolo professionale dei quasi 34 mila infermieri veneti, tra l’altro sempre più qualificati dai diplomi di laurea conseguiti negli ultimi anni dai più giovanili di essi. Gli infermieri, grazie al nuovo piano, potranno, infatti, ricoprire incarichi di massimo rilievo gerarchico soprattutto nei servizi sanitari territoriali destinati ad ampliarsi sempre di più e di svolgere importanti ruoli nella fase gestionale con funzioni di analisi e programmazione dei fabbisogni di personale e di formazione, di monitoraggio e valutazione dei processi assistenziali e di innovazione e sviluppo”. “Questo significativo passo in avanti – ha proseguito il coordinatore dell’Ipasvi veneto – accresce la responsabilità degli infermieri non solo nei confronti dei pazienti, come fino ad oggi si è verificato, ma anche nei confronti del complesso dell’organizzazione sanitaria anche in termini di bilancio. E’ nostra intenzione “fare lobby” affinché queste nuove attribuzioni vengano definite anche nelle “schede” di dotazione ospedaliera e di dotazione territoriale che verranno definite nei prossimi mesi”. “Da rilevare inoltre a conferma dell’importanza del ruolo della figura dell’infermiere e del suo impegno – ha concluso Schiavon – che a fronte del blocco del turn over (basta pensare che solo il 50% dei neolaureati ha trovato assunzione stabile) la qualità dell’assistenza non è diminuita”. “Questa evoluzione irreversibile della professione infermieristica che le apre la strada fino a responsabilità apicali – ha osservato dal canto suo il presidente della commissione sanità Padrin – è la conferma dell’evoluzione complessiva della sanità veneta che il nuovo piano definisce”. Soddisfazione per il “giro di boa” che il piano sanitario veneto costituisce per la professionalità degli infermieri è stata espressa anche dal capogruppo del Pdl Dario Bond che ha voluto ringraziare l’intero Consiglio per l’impegno legislativo espresso”.

 

 

 

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