Per ora sono 23 i cittadini che hanno già sottoscritto la richiesta al sindacodi Mel di intervenire per impedire la caccia nella zona compresa fra Rive di Villa e Boz, in prossimità di un percorso natura. Ma il tam tam della rete è già iniziato, sostenuto da una serie di questioni legate alla sicurezza, e dunque alle possibili ripercussioni nella catena di responsabilità, che sono sempre efficaci nell’apparato pubblico. Ad esempio quella delle distanze di sicurezza dalle abitazioni previste per la caccia agli ungulati, considerato che la gittata delle armi impiegate è di circa 4000 metri. La zona, inoltre, è frequentata da turisti e sportivi e dunque – fanno presente i promotori dell’iniziativa – oltre alle ragioni di sicurezza, si fa appello al rispetto della sensibilità di chi ha diritto di non assistere a sevizie e maltrattamenti di animali in luogo pubblico (ai sensi dell’art.727 CP). “Durante la stagione venatoria – riferisce uno dei promotori dell’iniziativa – la mia vita è fatta di ronde che iniziano alle 5 del mattino, insomma un inferno. E del resto il 90% degli italiani è contrario alla caccia, in particolare le nuove generazioni”.
Se verrà accolta la nostra richiesta – conclude il testo della petizione diramato in rete – sarà per noi motivo di stimolo a visitare il territorio, a beneficio di tutte le attività ad esso legate, che sappiamo essere di grande valenza paesaggistica ed architettonica e insignito della Bandiera Arancione per il turismo. Diversamente spenderemo i nostri soldi in località dove il rispetto per la vita delle persone e degli animali sia un valore primario e, ovviamente, inviteremo amici e conoscenti a fare altrettanto”.
