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lunedì, Aprile 22, 2024
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Marina Molin Pradel e il ritrovamento delle 29 Omelie di Origene

E`opera della bellunese Marina Molin Pradel originaria della Val di Zoldo, figlia di Bruno e di Nadia Ravelli Fontanella, l`autrice della notizia sulla scoperta delle 29 Omelie di Origene che sta correndo per tutto il mondo. L´Osservatore Romano l`ha definita la “scoperta del secolo”. La studiosa bellunese, laureata in Lettere Antiche alla Ca`Foscari nel 1994, ha fatto il dottorato all`Università di Amburgo , ha lavorato alla Cà Foscari, è dal 2003 impiegata nella Bibioteca Nazionale di Monaco di Baviera come catalogatrice dei codici greci. Il libro sacro tradotto dalla filologa bellunese, è un codice bizantino del XI sec., il Monacense greco 314. Il libro fu acquistato nel ´500 dalla famiglia Fugger banchieri tedeschi di Augusta. Marina Molin Pradel, nel periodo pasquale, si rese conto che tutte le 29 omelie contenute nel codice, ancora inedite, appartenevano quasi sicuramente al grande intellettuale cristiano Origene Adamanzio nato ad Alessandria d`Egitto (185- Tiro 254) figlio di genitori cristiani di lingua greca. Origene fu chiamato padre dell`omelia, rese popolare la Chiesa scrivendo dettagliatamente i costumi primitivi: istituzioni, disciplina, liturgia e i sacramenti. Le omelie erano discorsi pubblici sui testi delle Sacre Scritture, la maggior parte improvvisati e registrati dagli sgrivani.

La scoperta della filologa Marina Molin Pradel, passerà ora al vaglio di un gruppo di studiosi di fama internazionale per confermare le origini. La scoperta di questo nuovo documento è importantissima per la Chiesa Cristiana Lo storico del Cristianesimo Manlio Simonetti ha sottolineato:… particolarmente grave era la perdita di tutta la grande opera di interpretazione dei Salmi, sia in omelia sia commentari, ad eccezione di poche omelie tradotte in latino. Oggi finalmente e grazie a Marina Molin Pradel, siamo in grado di colmare almeno in parte questa lacuna”.

 

 

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