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Fisco e lavoro. Secondo il Fondo monetario internazionale, abbiamo davanti altri 5 anni di recessione * intervento di Renato Bressan

Renato Bressan

Alcuni giorni fa il Fondo monetario Internazionale ha diramato le ultime previsioni legate all’andamento economico internazionale. Se l’economia mondiale crescerà del 3,5% nel 2012 per l’Italia è previsto un calo Pil dell’1,9%. Stime peggiori rispetto a quelle del Governo per il quale l’economia arretrava dello 0,4% e dello stesso Istat che valutava la caduta del Pil dell’1,3%. Non solo, il FMI prevede che gli effetti recessivi si protrarranno per i prossimi 5 anni.

Un effetto recessivo di questa dimensione comporta un restringimento della base imponibile, con conseguente perdita per le casse dello Stato di circa 30 miliardi di euro, oltre ad una ulteriore perdita occupazionale di decine di migliaia di posti di lavoro. Per questo, nonostante, le ostentate dichiarazioni ottimistiche del Presidente del Consiglio Mario Monti, con ogni probabilità ci troveremo di fronte, a breve, ad una manovra correttiva anche alla luce della recente modifica Costituzionale con la quale si impone il pareggio di bilancio per il 2013.

In questo quadro, di deterioramento, dell’economia italiana si inserisce il Decreto Fiscale appena convertito in Legge e la riforma del lavoro all’esame del Parlamento.

La Cgil ha già dato un giudizio severo alla riforma del lavoro, non solo perché viene manomesso in maniera pesante l’art. 18 per il quale abbiamo presentato al Parlamento opportuni emendamenti, ma anche rispetto al fatto che la riforma ha completamente deviato rispetto ai propositi iniziali.

Infatti, l’idea di ridurre l’area del precariato ed estendere il grado di copertura degli ammortizzatori sociali ai milioni di lavoratori che oggi ne sono privi si è infranta contro l’impianto complessivo che risulta ininfluente ai fini della stabilizzazione dei rapporti di lavoro e restringono la copertura degli ammortizzatori con l’introduzione della Assicurazione Sociale Per l’Impiego (ASPI) e mini ASPI.

Sul versante della Legge per la semplificazione Fiscale, per quanto riguarda l’IMU, oltre a stabilire che il contribuente potrà scegliere se pagarla in 2 o 3, il testo definitivo prevede che i Comuni potranno scegliere di far pagare un’Imu agevolata agli anziani o ai disabili possessori di prima casa residenti in istituti di ricovero permanente. Unitariamente abbiamo inviato a tutti i Comuni della nostra

Provincia di tener conto, nella redazione dei loro bilanci, di queste particolari situazioni. Ad oggi sono già una decina i Comuni che ci hanno risposto positivamente che presto renderemo pubblici. Del resto le conferme giunte dall’Istat in questi giorni relative al grado di povertà dei pensionati italiani ci impongono di aprire con le amministrazioni locali una vera contrattazione sociale che metta al centro le condizioni di vita sempre più precarie dei tanti anziani che vivono nel nostro territorio.

Il Segretario Generale Spi-Cgil Bl

Renato Bressan

 

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