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Il caso Fondazione teatri. Prade predica la pluralità, ma la nomina del direttore-consulente della Fondazione non rispetta certamente quel criterio

C’erano quasi tutti questa sera (giovedì 12 aprile) i candidati sindaco di Belluno, nell’affollata sala Muccin del Centro Giovanni 23mo, per l’assemblea pubblica organizzata dal Laboratorio cittadino Casa dei Beni comuni sul tema “Il caso Fondazione teatri e la questione cultura”a Belluno: Antonio Prade, Claudia Bettiol, Jacopo Massaro, Ida Bortoluzzi, Leonardo Colle, Francesco La Grua, Andrea Lanari e Massimo Vidori.

Dopo un primo giro d’interventi “politicamentre corretti”, dove Prade parla insistentemente di principio di pluralità di soggetti. E del resto como non essere d’accordo su questo principio democratico. Salvo poi constatare che ad un mese dal voto la pluralità in casa della Fondazione teatri va a farsi friggere, con la nomina del consulente-direttore, unico candidato per quell’incarico fortemente voluto dal presidente Zaccone.

A metà serata, a dare la sveglia ai politici, interviene Lorenzo Bogo (di Belluno +) «Parliamo di situazioni concrete – ha detto rivolgendosi ai candidati sindaco, indicandoli come responsabili della situazione di criticità della Fondazione teatri – perché io non posso fare a finta di non avere di fronte i rappresentanti dei partiti!»

Prima a rispondere è Claudia Bettiol, candidato sindaco del centrosinistra: «Questo scontro – ha detto – si è consumato esclusivamente all’interno del Pdl! La politica deve limitarsi a dare gli indirizzi. Caterina Barone, che io ho nominato nel Consiglio di indirizzo di Fondazione teatri delle Dolomiti è un professore universitario che non appartiene a nessun partito!»

Leonardo Colle, candidato sindaco della Lega Nord ha precisato: «eravamo tutti contro una frangia del Pdl che controllava e controlla il consiglio di gestione della Fondazione. La responsabilità di quello che è successo è solo del Pdl!»

Antonio Prade, sindaco uscente e candidato sindaco del Pdl, dopo aver elogiato Tib teatro insiste sul concetto di pluralità affermando: «Qui non siamo in Unione Sovietica». Battuta che attira la disapprovazione della sala. Alla quale risponde prontamente Nico Paulon del Blitz «La gestione di Fondazione teatri fa molto Unione Sovietica».

Al link l’intervento di daniela Nicosia, direttore artistico di Tib teatro

http://youtu.be/s96tvzadUtQ

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