
Ci siamo, la campagna elettorale entra nel vivo e con essa l’operazione maquillage del quinquennio passato. Nei prossim i giorni arriverà nelle case dei bellunesi il libro che racconta i cinque anni dell’amministrazione Prade. “Fatti e non parole” recita lo slogan. Fatti dunque, come lo sforamento del patto di stabilità, che ha fortemente penalizzato gli investimenti a medio e lungo termine del Comune di Belluno nelle opere pubbliche. Abbiamo dovuto assistere all’inerzia di un’amministrazione costantemente in bilico, trafitta da “dissidenti” e “cacciatori di poltrone”. Con il risultato che è stata minata alle basi la funzionalità e l’efficienza della Ser.sa, ritenuta il fiore all’occhiello nella gestione della casa di riposo. E l’anacronistico tentativo, fortunatamente fallito, di depotenziarne la gestione affiancando un secondo direttore, gradito alla giunta Prade. Due direttori alla Ser.sa, un’operazione mai vista in una società. Sempre per rimanere in tema, l’aumento delle rette agli ospiti della casa di riposo. Che va di pari passo con il faraonico progetto “Abitare il Nevegal” che finora ha dato un solo risultato, svuotare le casse comunali di 300mila euro, per pagare la consulenza del manager svizzero.
“Fatti e non parole”. Come il subdolo attacco a Tib teatro, con l’insolvenza della Fondazione nel pagamento delle fatture, che rischia di portare al tracollo una cooperativa di professionisti dello spettacolo. A chi giova? Non certo ai cittadini bellunesi.
