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lunedì, Ottobre 26, 2020
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Smascherata la cordata politica che ha confezionato l’appello ai cittadini per la “ Rinascita culturale del Teatro comunale di Belluno”

«La cultura non può entrare nelle contese politiche. Non può essere di una parte piuttosto che di un’ altra.  Ma di tutti e per tutti. Per questo non può essere espressione del governo e della maggioranza che lo sostiene come accadde per i comparti economici ed amministrativi che richiedono spesso scelte di parte». Comincia così l’appello diramato in questi giorni ai bellunesi per  la cosiddetta “Rinascita culturale del Teatro comunale di Belluno”. Un appello i cui contenuti non possono che trovare d’accordo il lettore. Un po’ come i luccicanti programmi dei partiti. L’ennesimo trucco della politica, insomma. Quella politica che, al contrario di ciò che dice nell’appello, si è infilata a gamba tesa nella Cultura per impossessarsene a tutti i costi. E che è anche espressione, guarda caso, di quella parte di governo della maggioranza che fa capo al Pdl.  Un trucco, insomma, nel quale ci stavano per cadere addirittura gli addetti ai lavori, immaginiamoci il comune cittadino. Che altro non chiede di avere una stagione teatrale all’altezza del capoluogo di provincia.

Labros Mangheras

«Quando l’appello è giunto nelle nostre mani – afferma Labros Mangheras presidente di Tib teatro, cooperativa riconosciuta dal Ministero – ne abbiamo apprezzato il contenuto e pensavamo di sottoscriverlo. Giacché proprio noi del Tib, abbiamo fortemente patito e stiamo patendo ancora le pesanti ingerenze della politica nel nostro lavoro culturale. Rileggendolo con attenzione però, ci siamo resi conto delle inesattezze e di alcune affermazioni fuorvianti. Abbiamo poi constatato che l’appello è stato diffuso da chi ricopre ruoli attivi e direttivi proprio all’interno di una delle forze politiche di maggioranza». «L’appello – prosegue Daniela Nicosia, direttore artistico di Tib teatro –   è stato messo in circolazione proprio qualche giorno dopo che il Consiglio comunale a larga maggioranza, ha votato a favore dell’Istituzione del progetto di Residenza Teatrale, un progetto teso a risolvere con un ottimo rapporto costi-benifici, il problema della gestione del Teatro Comunale. La frase contenuta nell’appello: “Auspichiamo che il Teatro non sia residenza esclusiva di un unico soggetto” pertanto, non fotografa la realtà. La Residenza, infatti, rappresenta un modello gestionale, che non esclude l’accesso al Teatro Comunale alle diverse Associazioni, ma crea invece le condizioni affinché tutte le Associazioni che vogliano realizzare attività al Comunale possano farlo in condizioni di assoluta sicurezza. La Residenza nasce proprio al fine di fissare le regole, per la corretta gestione e il corretto utilizzo del Teatro, a tutela di tutti gli utenti e di tutti i soggetti e le Associazioni che in esso hanno avuto, hanno e devono continuare ad avere accesso. Solo con l’Istituzione di una Residenza, con regole chiare, è possibile liberare il Teatro dai capricci della Politica».

Daniela Nicosia

Non è difficile per Daniela Nicosia smascherare il trucco che nascosto tra le righe dell’appello. Laddove  dice “che la Fondazione Teatri delle Dolomiti torni al suo ruolo originale di programmare, coordinare e promuovere le attività culturali nel principio della sussidiarietà e del pluralismo (….) per un processo di rinascita del Teatro Comunale”.

«Ma quando mai la Fondazione Teatri non ha avuto questo ruolo? Ha realizzato: 7 stagioni teatrali e 2 di lirica e danza a Belluno, 6 stagioni di prosa e musica a Feltre, due delle quali in convenzione con il Circolo Cultura e Stampa, 6 stagioni per le scuole e le famiglie a Feltre, per un totale di 75 spettacoli a Feltre e 150 a Belluno, oltre al Convegno Stati generali del Teatro a Feltre, alle 14 Conferenze al Teatro Comunale di Belluno, al Progetto Visioni d’Autore-Cinema e Teatro: 3 conferenze e 4 proiezioni, ai Progetti Didattici per i Giovani-Itinerari nella Storia del Teatro: 2 Progetti Under 24, 1 Progetto Scuole Superiori, 1 Progetto Gozzi-Goldoni, al Concorso e Premiazione giovane critica teatrale, al Progetto di Restauro delle Decorazioni originali del Teatro, all’edizione del periodico Viceversa, agli Incontri con l’Autore – presentazioni di libri, tra cui il Premio Campiello Andrea Molesini, al Concorso Fotografico sul Piave per i Giovani e alla Premiazione, alla produzione del dramma giocoso di Antonio Miari La Stanza Segreta progetto di Paolo Da Col. La Fondazione Teatri ha inoltre attivato Convenzioni e collaborazioni provinciali e regionali con 23 associazioni: Circolo Cultura e Stampa, Circolo Culturale Bellunese, Tib Teatro, Scuole in Rete, Schola Cantorum di Santa Giustina, Nova Cantica, Associazione Miari, Unisono di Feltre, 10 Associazioni Culturali Feltrine, Arteven Circuito Regionale,Teatro Stabile del Veneto, Asolo Musica e Teatri S.p.a. Treviso, e con il Museo Civico di Belluno e il Provveditorato agli Studi.

Se questo è un Teatro che deve rinascere, e ha peccato di mancanza di pluralismo, giudicate voi – conclude Daniela Nicosia –   Senza dimenticare che il lavoro, affinché la Fondazione realizzasse tutte queste attività, è stato svolto da Tib, che ancora aspetta i corrispettivi relativi al lavoro svolto nel 2011. Anziché promuovere raccolte firme e appelli, noi del Tib auspichiamo a breve un dibattito pubblico sulla Residenza, aperto a tutte le associazioni e a tutti i cittadini».

 

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