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Amministrative 2012: il centrosinistra tenta di ricompattarsi, il centrodestra tace, ma al suo interno crescono le divisioni

Palazzo Rosso, sede del Comune di Belluno

La scelta di Claudia Bettiol candidato sindaco del Pd, votata con il 70% dei consensi dall’assemblea, ma soprattutto la fuoriuscita di Jacopo Massaro dal partito, frena l’accordo per la coalizione del centrosinistra alle amministrative del Capoluogo. Se l’Italia dei valori, infatti, è pronta a chiudere sulla Bettiol quale leader del centrosinistra, non si può dire altrettanto per Rifondazione (Prc), Socialisti e Insieme per Belluno, che hanno chiesto un riesame, una mediazione per il rientro di Massaro. La questione dell’ex capogruppo del Pd dunque, non è ancora completamente chiusa. E nei prossimi giorni si vedrà se prevarrà l’arte del compromesso, quintessenza della politica, oppure la frattura. Nel centrodestra le cose non vanno meglio. Benché poco o nulla filtri all’esterno sulle lotte che attraversano le varie componenti. Il sindaco uscente di Belluno Antonio Prade si ripropone per il Pdl sostenuto dall’onorevole Maurizio Paniz, ma si attende il voto di conferma del congresso. La Lega Nord ha annunciato che correrà da sola con il probabile candidato sindaco Leonardo Colle. Altrettanto ha fatto La Destra, che correrà da sola con l’ex pidiellino Francesco La Grua. E quindi sono già tre le liste fino ad oggi dichiarate del centrodestra. Non si hanno notizie, però, di Michele Carbogno, l’ex vicepresidente della provincia pidiellino e dell’assessore (anche lui pidiellino) Paolo Gamba. Accetteranno di coabitare nella lista ufficiale del Pdl con leader Prade? L’ipotesi è piuttosto improbalile. Eppoi ci sono i “dissidenti” del Pdl, Michele Palumbo, Antonio Marrone, Domenica Piol, Roberto Barichello, che in vari consigli comunali hanno tenuto sotto scacco la giunta Prade, rimasta in piedi grazie alla presenza in aula dei tre consiglieri di “Con Belluno” di Maria Cristina Zoleo. Ebbene, cosa faranno i dissidenti? Chineranno il capo in buon ordine e rientreranno nei ranghi? O confluiranno in un’altra lista civica. Insomma, potrebbero essere addirittura 5 le liste del centrodestra, che in questi giorni consuma anch’esso, ma nel silenzio, il piatto corrosivo delle divisioni. Roberto De Nart

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