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Convegno Cisl Funzione pubblica. Anna Orsini: “Siamo in una situazione che non vivevamo dalla guerra. Come nel 1947-48, non ci sono macerie, ma siamo sotto l’assedio dei mercati”

Rinnovo delle rappresentaze sindacali Rsu del 5-6-7 marzo 2012 e sciopero del pubblico impiego del lunedì contro la manovra Monti, questi i due temi caldi del congresso Cisl Funzione pubblica che si è tenuto al ristorante Piol di Limana nella giornata di giovedì.    «Siamo in una situazione che non vivevamo dai tempi della guerra. Un’Italia simile a quella del 1947-48 dove non ci sono le macerie, ma c’è l’assedio dei mercati, e un’Europa dominata da egoismi e speculazioni finanziarie. Nei prossimi giorni sapremo se l’Italia reggerà o fallirà». Parole molto dure, che hanno lasciato pochi margini di ottimismo quelle usate da Anna Orsini, segretario provinciale della Cisl. «Ci troviamo in questa situazione per l’incapacità della politica italiana, ed anche europea, di dare delle risposte» ha proseguito il leader sindacale «I problemi di 15 anni fa sono rimasti ancora irrisolti, con l’aggravio di un debito pubblico che cresce, e per il quale paghiamo interessi di 70 milioni l’anno. Al governo Monti, inoltre, è stata preclusa dai partiti la via del patto sociale.

Anna Orsini

Niente concertazione come avremmo voluto. E del resto» ha precisato Anna Orsini «le differenze con la Cgil rimangono profonde: noi siamo per il confronto, e loro per lo scontro». Fabio Zuglian, segretario provinciale della Funzione pubblica, ha parlato di «una Finanziaria che porterà depressione, mirata al solo scopo di fare cassa». Zuglian riferendosi al pubblico impiego, ha prospettato un’inedita alleanza con l’utenza, per riscattare la dignità dei lavoratori fortemente lesa dalla campagna denigratoria posta in essere dall’ex ministro Brunetta. Per quanto riguarda i possibili benefici economici, Zuglian ha spiegato che potranno essere reperiti attingendo dai risparmi di gestione previsti dall’art.16 del decreto 98/2011. Gli interventi dei relatori, moderati da Marino Fantino della segreteria regionale Cisl, sono proseguiti con la mordente requisitoria sulle odiose disparità di trattamento segnalate da Angelo Costanza, delegato della Funzione pubblica. «Mentre si sta chiedendo di prolungare il periodo lavorativo dei dipendenti oltre i 40 anni di contributi» ha detto «limite ritenuto invalicabile fino a qualche tempo fa, vi sono 25mila poliziotti che lavorano come impiegati negli uffici, che possono andare in pensione a 54 anni di età beneficiando di un anno in più di contributi ogni 5 di servizio».  Molti gli interventi dal pubblico, formato dai rappresentanti sindacali dei lavoratori della sanità stato, parastato ed enti locali. Nel mirino, i privilegi delle varie caste, i militari ad esempio, che se ne vanno in pensione con il grado superiore dopo aver anch’essi beneficiato dell’abbuono di un anno ogni 5. E ancora i dipendenti di Camera e Senato e Banca d’Italia che godono ancora di regimi privilegiati. Non si può, insomma, chiedere i sacrifici partendo dal basso, senza toccare i colletti bianchi. E ancora, nulla si è visto fare per recuperare i 100 miliardi l’anno di evasione fiscale. Sulla tassazione dei capitali all’estero Francia e Germania sono intervenuti, perché l’Italia non l’ha fatto? Equità, insomma, un concetto che appare ancora lontano in questa manovra SalvaItalia.

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