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“Venga a trovarci”. Il Consorzio dei comuni Bim Piave risponde ad Angelo Levis coordinatore dell’IdV

Giovanni Piccoli presidente del Consorzio Bim PiaveAngelo Levis

Con riferimento alle recenti dichiarazioni del coordinatore dell’I.D.V. Angelo Levis, che coinvolgono il Consorzio dei Comuni di Bacino Imbrifero Montano del Piave appartenenti alla provincia di Belluno (Consorzio BIM Piave) nella polemica relativa alla gestione del servizio idrico integrato, riteniamo che si renda necessario per estrema chiarezza sottolineare che questo è un Ente preposto alla gestione delle entrate derivanti dai sovracanoni dovuti dai concessionari di derivazioni d’acqua per scopi idroelettrici nei territori dei 67 Comuni consorziati, e come tale non si occupa di servizi pubblici (tanto meno dell’acqua).

Crediamo che la forma consortile rappresenti una modalità intelligente di gestione del territorio ispirata al principio di sussidiarietà. In questo senso bisogna guardare a quello che stabilì il Legislatore nel 1953 con la legge 959, la quale, nell’istituire i Consorzi BIM come forma associativa obbligatoria di Comuni per la gestione dei sovracanoni idroelettrici (va sottolineato che le entrate, le sole, del Consorzio sono legate alla presenza sul territorio di centrali idroelettriche), definì l’assetto consortile snello ed efficace al quale poi si aggiunse la suddivisione paritetica del peso di ciascun Comune, superando la precedente articolazione per “parametri socio-geo-morfologici”.

Lo scopo statutario Consorzio, nel solco della Legge istitutiva, è quello di utilizzare le entrate derivanti dai sovracanoni con il fine dello sviluppo economico e sociale del territorio, in un’ottica di riequilibrio tra le diverse aree. Gli indirizzi sulla base dei quali opera l’Ente sono decisi dall’Assemblea dei 67 Sindaci, cioè dai rappresentanti eletti direttamente dai cittadini per amministrare il loro Comune, i quali, sulla base appunto del mandato ricevuto direttamente dai loro concittadini, tutelano e promuovono le esigenze delle diverse aree territoriali. Chi amministra il Consorzio sono dunque i rappresentanti più vicini e meglio conosciuti dai cittadini.

II Consorzio è quindi uno strumento a disposizione dei Comuni, che, attraverso una coralità di intenti trasversale dei Sindaci, è espressione della più alta democrazia al servizio del cittadino, riscontrabile nel finanziamento di opere pubbliche, negli interventi sociali e negli investimenti culturali che altrimenti non sarebbero possibili fruendo delle sole entrate proprie dei singoli Comuni.

Il sistema degli Enti locali bellunesi non può certo essere definito “un complesso di scatole cinesi”, anzi, devono essere da tutti tenuti ben chiari e distinti i ruoli e le forme giuridiche di ciascun soggetto. Certamente il Consorzio ha in comune con la società che gestisce il servizio idrico integrato bellunese il fatto che i Comuni consorziati sono contemporaneamente i soci della società medesima, ma questo è l’unico collegamento tra i due soggetti.

In questo contesto, peraltro, i Sindaci bellunesi hanno dimostrato il loro senso di responsabilità nella difficile situazione creatasi quando, nello scorso mese di maggio, hanno messo a disposizione del servizio idrico integrato in ottica pluriennale ben 10 milioni di euro del bilancio consorziale (le entrate annue del Consorzio sono pari a circa sette milioni di euro).

Alla luce del concetto di chiarezza che il cittadino stesso reclama in questo delicato momento storico ed economico, invitiamo quindi il coordinatore dell’I.D.V. Angelo Levis a far visita al Consorzio dei Comuni per rendersi conto direttamente di come esso operi a beneficio del Bellunese.
Il Consiglio Direttivo del Consorzio Comuni BIM Piave

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