Statistiche web
13.9 C
Belluno
martedì, Febbraio 17, 2026
HomeCronaca/PoliticaFormalizzate al consiglio le dimissioni del presidente. Bottacin arriva un'ora dopo...

Formalizzate al consiglio le dimissioni del presidente. Bottacin arriva un’ora dopo l’inizio e conferma la sua volontà di lasciare

Al consiglio provinciale straordinario di oggi (lunedì 24 ottobre) convocato come da regolamento per dare notizia delle dimissioni del presidente della Provincia, questa volta si è presentata anche la maggioranza. Con 19 consiglieri presenti, dunque, il presidente del consiglio Stefano Ghezze ha potuto dichiarare valida la seduta e dare lettura della lettera di dimissioni di Bottacin. Che peraltro era assente all’apertura del consiglio, come l’intera giunta, salvo fare la sua comparsa dopo un’ora per confermare la sua decisione di lasciare l’incarico.
Impietosi, ma inevitabili gli interventi dell’opposizione sulle dimissioni di Bottacin e sulla situazione generale. Crosato ha parlato di “incapacità di gestire le situazioni importanti”, ricordando che sono stati i consiglieri del Pdl a contattare le opposizioni per redigere la mozione di sfiducia a Bottacin. Salvo poi non presentarsi al consiglio che doveva discutere la mozione da loro stessi firmata, perché evidentemente sottoposti a pressioni dall’alto. «Non siete stati capaci di tenere la schiena diritta! Un’offesa alle istituzioni. Sarà difficile d’ora in poi credere a ciò che dite». Crosato, rivolgendosi ai consiglieri del Pdl ha concluso sfidandoli: «venite qui venerdì a votare la sfiducia che avete firmato». Emilio Isotton ha denunciato la paralisi della Provincia bloccata da discussioni di fatti privati della maggioranza «Come fa il cittadino a capire le ragioni di questa lotta interna Pdl-Lega, se anch’io ho difficoltà a comprenderle»? Claudia Bettiol ha parlato di uno “spettacolo desolante”.  «La mozione di sfiducia al presidente è un atto gravissimo – ha detto l’esponente del Pd bellunese – e allora mi chiedo, quando si presenta la sfiducia ci si pensa? E come ha potuto la maggioranza, dinanzi alle dimissioni sottoscritte dal presidente, non avallarle presentandosi in aula a votare, se la loro volontà era quella di mandarlo a casa. Se una firma non vale più nulla – ha concluso Claudia Bettiol – significa che in questa società non vi sono più regole. Da questa situazione esce un presidente rafforzato e un Pdl a pezzi».
In effetti, se il Pdl avesse voluto veramente decapitare il presidente Bottacin, l’avrebbe fatto giovedì scorso. Sarebbe bastata, infatti, la presenza in aula dei consiglieri del Pdl per garantire il numero legale e votare la sfiducia. Se non l’hanno fatto significa che anche le dimissioni di Bottacin potrebbero essere un mero pretesto per allungare i termini della trattativa di un’altra ventina di giorni. Va detto, però, che Bottacin è sempre apparso risoluto, anche questa sera in consiglio provinciale, consapevole che se va a casa lui, vanno a casa anche tutti gli altri. Evidentemente non è quello che vogliono i consiglieri del Pdl e nemmeno quelli della Lega . Perché sarebbe un’ammissione di incapacità di governare che si tradurrebbe inevitabilmente in una successiva sconfitta elettorale. Non rimane, dunque, ai dissidenti del Pdl che hanno firmato la sfiducia a Bottacin un’unica strada, “ritornare a Canossa”. Ovvero ritrattare. E cedere quindi alle condizioni imposte da Bottacin, che peraltro rientrano nelle prerogative del presidente e cioè designare la rosa di assessori di suo gradimento. Le incompatibilità di carattere, o le riserve sussurrate per fatti di vita personali, insomma, finiscono qui. L’asso vincente nell’ultima mano, ce l’ha ancora il presidente Bottacin.

http://www.youtube.com/watch?v=XrCMvX0epC4

 

 

- Advertisement -
- Visite -

Pausa caffè

Sport & tempo libero

Il Veneto in un calice: a Santa Lucia di Piave torna Vinetia Tasting con 800 etichette

Domenica 22 marzo, il Polo Fieristico trevigiano ospiterà la quinta edizione della manifestazione firmata AIS Veneto. Tra le novità, la partecipazione di otto Consorzi...