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mercoledì, Ottobre 21, 2020
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La difesa dei beni comuni * intervento dei Giovani democratici del Feltrino

Michele, Alessandro, Lorenzo, Michele quattro ventenni, studenti universitari, raccogliendo l’input lanciato dai movimenti di questi giorni, intervengono con un appello, un invito deciso, contemporaneamente rivolto ai giovani e dotato di una forza intergenerazionale. Gettano un sguardo al futuro che li vedrà protagonisti e chiedono coesione, impegno, non passività nel subire, indolenza, lamentosità inerte, ma proposte, idee, competenze sulle quali costruire un avvenire solido.
“In Italia non si fa altro che parlare di giovani. La questione è semplice: c’è una generazione esclusa dai diritti e dal benessere, che oggi campa grazie al welfare familiare, e sulla quale si sta scaricando tutto il peso della crisi. La questione non si risolve togliendo i diritti a chi li aveva conquistati (i genitori), ma riconoscendoli a chi non li ha (i figli) e per far questo ci vogliono risorse.
Ora ci chiediamo, come è possibile invertire la tendenza e promuovere delle politiche per le giovani generazioni?”
Con questo incipit si apre la lettera – manifesto dei giovani indignati che ieri sono scesi in piazza a Roma e nelle principali città italiane, un movimento che, nato sulla scia dei referendum dello scorso giugno, raccoglie la domanda sempre più diffusa di un nuovo sistema di garanzie, che tenga conto delle differenze generazionali, senza però creare contrapposizione tra più e meno giovani! Un nuovo corso fondato sui beni comuni e non sugli interessi privati!
L’Italia è sempre più in difficoltà nel reperire le risorse per rifinanziare il proprio debito, e nel farlo deve pagare interessi sempre più elevati, una spirale che ci sta avvolgendo: la crisi sembrava così distante e immateriale dalla nostra provincia ma è arrivata anche sul nostro territorio con l’approssimarsi dei pesanti tagli lineari, delle sforbiciate ai trasferimenti agli enti locali ed alle risorse per il welfare, imposti da Roma….e da Venezia, che non tengono minimamente conto della specificità del territorio bellunese (forse anche per il poco peso elettorale): la mannaia sull’istruzione, sulla sanità di montagna, sul trasporto pubblico locale, colpirà soprattutto i più deboli, ossia coloro che più usufruiscono del sistema del welfare: giovani e anziani. E le cose non potranno che peggiorare in una provincia sempre più vecchia (indice di vecchiaia 180, indice di dipendenza 55) e da dove sempre più spesso i giovani (in modo particolare quelli ad alta scolarità) decidono di andarsene….ma il nostro futuro è proprio così nero? Certo che no, ma per uscire dalle situazioni difficili non basta navigare a vista, serve una strategia, servono idee, progetti e una visione di futuro il più possibile condivisa. Insomma tutto quello che manca nell’attuale quadro politico.
Ma come ci ricorda il presidente Napolitano: “la politica siamo tutti noi”, per questo definirla “desolante” è una sconfitta per tutti, è il fallimento stesso del nostro essere comunità! E come possiamo aspirare all’Autonomia di fronte ad una politica così inadeguata?
Ci appelliamo quindi a tutti i bellunesi: serve uno sforzo congiunto da parte di tutti, portate nell’agorà le vostre idee e competenze e condividetele con gli altri! Partecipate maggiormente alla vita politica e non delegate ad una ristretta minoranza la gestione della cosa pubblica!
E questo a partire dai giovani che devono essere più partecipi e presenti nella comunità: devono trovar la forza di dire la loro, assumendosi maggiori responsabilità nella modellazione del loro futuro, e non limitandosi ad un costante “rumore/lamento di fondo”.
D’altro canto i “politici” dimostrino di saper ascoltare e far sintesi seppur nella diversità delle proprie idee per poi presentarsi uniti e coesi a difesa di quei servizi fondamentali per il “vivere” in montagna!
Prendiamo esempio da quei ragazzi/e che ieri ad Agordo hanno manifestato la propria “indignazione”, uniti seppur di destra, sinistra o centro, a difesa di un “bene comune”: il diritto alla salute!
Grandi sfide come l’Autonomia partono da qui, dal saper “far squadra”.
Michele Barp Alessandro Del Bianco
Lorenzo Dalla Palma
Michele Campigotto
(Giovani Democratici del Feltrino)

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