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venerdì, Ottobre 23, 2020
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Legge bavaglio: la classe politica teme d’essere sbugiardata

Con una crisi economica da paura e il Parlamento non trova niente di meglio che studiarle tutte per paralizzare l’informazione su Internet.
Rispunta la legge ammazza siti, strumenti pericolosissimi a sentire l’UDC D’Alia (il suo amico Cuffaro, invece…). Equiparare i blog alle testate tradizionali per tenerli in scacco, ecco l’idea! La minaccia riguarda anche la popolare enciclopedia collaborativa on-line Wikipedia, che potrebbe chiudere se il provvedimento venisse approvato.
I dinosauri di governo e di (finta) opposizione non si fermeranno certo qui. Magari sono davvero convinti di poter telefonare in diretta su Youtube o di ripulire la memoria di Google. Schifani si preoccupa di Facebook, “più pericoloso del terrorismo”, piuttosto che delle proprie curiose amicizie. Il giovane rampante Maroni, da vero ingegnere delle telecomunicazioni, vorrebbe invece assegnare un indirizzo univoco per abitante. Mentre l’onorevole Carlucci è convinta che si possano eliminare i nickname, beata lei. E poi c’è il Presidente del Consiglio, che Internet vorrebbe addirittura “regolamentarla”, non sospettando che Internet è già regolamentata dai documenti elaborati da consorzi internazionali di scienziati.
Il modello dei liberisti allo sbaraglio, che devono difendere gli affari del ferrovecchio televisivo dal “capo”, è uccidere la concorrenza. Useranno anche i metodi dei comunisti cinesi, se potranno. Internet va filtrata e combattuta, perché non è un mezzo su cui i partiti di centrodestra riescono a mettere le mani, perché ruba risorse pubblicitarie, perché sbugiarda ogni giorno una classe politica che è ora che vada a riposarsi all?ospizio.
Fabrizio Soppelsa – Giovani IDV

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