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Presentato il rapporto sugli stili di vita e la salute psicofisica dei giovani nel Veneto

Remo Sernagiotto

Lo stato di salute psicofisica dei giovani veneti tra 11 e 15 anni è sostanzialmente soddisfacente e, dal 2002 ad oggi, alcuni preoccupanti parametri sono scesi anche sensibilmente. Sono calati, ad esempio, l’approccio al fumo, la percentuale di sovrappeso od obesi, le percentuali di coloro che assumono alcool o droghe e dei ragazzi protagonisti o vittime di episodi di bullismo. Si affacciano peraltro altre forme di disagio o malessere: si eccede nell’uso delle nuove tecnologie (cellulari e computer) e si trascurano i rapporti umani interpersonali; peggiora la percezione della qualità della vita a scuola e di pari passo aumenta la percezione dello stress da carico scolastico; si tende a bere meno alcolici in generale, ma a concentrare un’assunzione eccessiva nel fine settimana, considerando l’alcool uno strumento per “stare bene” in gruppo. Sono questi alcuni degli elementi del rapporto “I Giovani in Veneto”, presentato oggi a Verona alla presenza, tra gli altri, degli assessori regionali Luca Coletto (sanità) e Remo Sernagiotto (sociale) e del direttore generale dell’Ulss 20 Giusy Bonavina. Lo studio, che segue quelli effettuati nel 2002 e nel 2006, è basato sulla ricerca quadriennale Health Behaviour in School-Aged Children dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ed è stato realizzato dalla Regione Veneto, dall’Ulss 20 di Verona e dalla Direzione Scolastica Regionale per il Veneto. “Con questo prezioso e dettagliato lavoro – ha detto Coletto – possiamo dire che il Veneto riesce a fare prevenzione sin dai primi anni di vita dei suoi cittadini, perché molti dei comportamenti, giusti o sbagliati, che si tengono in giovane età hanno poi ripercussioni più avanti nella vita e possono anche determinare l’insorgere di malattie croniche, come quelle legate all’abuso del fumo e dell’alcool, all’assunzione di stupefacenti ed al mantenimento di uno stile alimentare errato che porta al sovrappeso o all’obesità. I dati di quest’anno, confrontati con quelli precedenti, dicono che il quadro complessivo sta migliorando, ma di certo non bisogna mollare la presa”. Su quelle che si possono considerare “nuove emergenze” ha posto la propria attenzione l’assessore Sernagiotto. “Non abbassiamo la guardia su alcuni aspetti già noti come alcool e droghe – ha detto – ma  dobbiamo concentrarci anche su nuove situazioni, come la dipendenza dalle nuove tecnologie, siano esse il freddo dialogo via sms e o mail, o l’avvicinarsi al gioco on line, elemento questo che cresce e preoccupa. Senza una rete di relazioni interpersonali – ha aggiunto – si cercano elementi sostitutivi, e qui entrano in campo l’alcool, la droga, il gioco. Dobbiamo sostenere nei ragazzi i veri valori, come la consapevolezza delle proprie capacità e la voglia di costruirsi un futuro nel quale esse trovino esplicazione. Proprio per questo – ha detto Sernagiotto – abbiamo dato il via ad almeno tre bandi rivolti non solo all’associazionismo ma principalmente e tutti quei giovani che vanno sostenuti nella ricerca del loro domani”. Lo studio, estremamente dettagliato, indaga numerosi aspetti della salute psicofisica dei giovani veneti: l’uso di alcool e droghe, l’attività fisica, le abitudini alimentari, la percezione della propria immagine, la scuola, lo stato di salute percepito, il bullismo, la vita sessuale.

I Giovani in Veneto
Approfondimento dei risultati dell’indagine Health Behaviour in School-Aged Children (HBSC) 2010
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sui giovani di 11, 13 e 15 anni
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Sintesi dei risultati
della Regione del Veneto e Provincia di Verona
I Giovani in Veneto
Approfondimento dei risultati dell’indagine Health Behaviour in School-Aged Children (HBSC) 2010
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sui giovani di 11, 13 e 15 anni
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Sintesi dei risultati
della Regione del Veneto e Provincia di Verona
LA RICERCA
Introduzione
La ricerca HBSC è uno studio il cui scopo è quello di indagare i comportamenti legati alla salute, gli stili e i contesti di vita dei giovani, in diverse Nazioni e contesti culturali. Infatti la ricerca si svolge in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e coinvolge attualmente 43 Nazioni di tutto il mondo soprattutto dell’Europa e dell’America del Nord.
Lo studio, si propone di incrementare le conoscenze circa la salute dei giovani, con particolare attenzione sia alle caratteristiche oggettive, sia alla percezione soggettiva che ne hanno i ragazzi. Inoltre, il progetto nasce con l’intento di migliorare i sistemi nazionali di informazione sulla salute e di creare una rete di ricerca internazionale attraverso lo scambio e la comparazione dei dati, delle esperienze e delle idee.
Scopo finale dello studio è di fornire dati utili per la promozione e la progettazione di iniziative di educazione e di promozione della salute e di orientare politiche rivolte verso i giovani sia a livello nazionale che internazionale.
La ricerca HBSC è stata effettuata per la prima volta nel 1982 da cinque Nazioni e viene ripetuta ogni 4 anni per permettere un monitoraggio continuo dei cambiamenti che avvengono in adolescenza e preadolescenza.
Nel 2000 è stata, per la prima volta in Italia, realizzata dalla Regione Veneto come studio pilota per entrare a far parte del gruppo di ricerca internazionale. Nel 2002 è stata effettuata la prima ricerca in Veneto, in parallelo a tutti i gruppi internazionali, nel 2006 è stata effettuata la seconda ricerca che si è ripetuta nella nostra Regione, contemporaneamente agli altri Stati e alla ricerca a livello nazionale e nel 2010 la terza.
La terza ricerca HBSC ha visto il coinvolgimento di 360 scuole (450 classi), medie inferiori e superiori (con 8740 studenti).
L’indagine del 2010 si è arricchita di una positiva collaborazione con la Dirigenza Scolastica regionale (che ha visionato la ricerca, approvato le modalità e sostenuto il suo svolgimento).
Il ripetersi della ricerca ad intervalli regolari (quadriennali) consente non solo di raccogliere nuovi dati, ma anche di monitorare i fenomeni indagati per vedere come si dispiegano nel tempo, in termini di un loro incremento o decremento lungo l’asse temporale.
Il fatto, poi, di includere nella ricerca HBSC la fascia degli 11enni (a tutt’oggi mai indagata da altre indagini di popolazione) consente di rilevare l’insorgenza di possibili comportamenti a rischio già ad uno stadio precoce della loro manifestazione. In questo modo, si producono dati preziosi per coloro che, a vario titolo, sono chiamati a progettare interventi o a decidere politiche di promozione della salute in diversi contesti.
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Approfondimento dei risultati dell’indagine Health Behaviour in School-Aged Children (HBSC) 2010
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Gli strumenti della ricerca
Il Protocollo di Ricerca
Le Nazioni partecipanti allo studio HBSC devono attenersi ai criteri esposti nel Protocollo di Ricerca, depositato all’Ufficio Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. In questo documento viene descritta l’organizzazione metodologica dello studio.
L’aderenza al protocollo di ricerca è fondamentale per la comparazione trans-nazionale dei dati.
Il Questionario
Lo strumento scelto per la raccolta dei dati è un questionario standard, differenziato per età (11, 13 e 15anni), che viene elaborato in collaborazione tra i diversi Paesi e approvato in appositi incontri internazionali.
Ogni Nazione può decidere di aggiungere a questa parte comune una parte “opzionale”, per approfondire una tematica ritenuta di particolare interesse. Anche queste parti sono state definite in ambito internazionale sempre nell’ottica di rispettare il vincolo della comparabilità dei dati.
Nel corso delle tre indagini, la Regione del Veneto ha approfondito varie tematiche di spiccato interesse per la prevenzione di comportamenti a rischio e la promozione di stili di vita salutari quali:
 l’uso di droghe illecite,
 le motivazioni al consumo di alcol,
 i comportamenti legati ai disturbi alimentari,
 la sintomatologia legata alla percezione del proprio stato di salute,
 la nutrizione,
 il bullismo.
Uno sguardo alle tematiche
Per quanto riguarda la STRUTTURA FAMILIARE, a livello regionale i ragazzi nella maggior parte dei casi vivono con entrambi i genitori con stime che si aggirano attorno all’80% e per quanto riguarda la comunicazione con i genitori, vi è un rapporto migliore con la madre rispetto al padre, anche se in entrambi i casi il fenomeno tende a decrescere con l’età.
Tuttavia il 46% degli 11enni dichiara di passare del tempo insieme a parlare con entrambi i genitori, rispetto al 41% dei 13enni e al 37% dei 15enni.
Anche per la provincia di Verona la famiglia tradizionale raggiunge la stima più alta (80%) e nella comunicazione con i genitori, emerge che la fascia di studenti che comunica più facilmente con la mdare è quella degli 11enni con l’85%, contro il 76% dei 13enni e il 69% dei 15enni. Quando al tempo passato insieme ai genitori, le stime della provincia di Verona rispecchiano fedelmente quelle regionali.
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Il GRUPPO DEI PARI a livello regionale e a livello della provincia di Verona vede un decremento, al variare dello strato d’età, nell’avere tre o più amici dello stesso sesso passando, per quanto riguarda le femmine, dal 74% relativo alle undicenni al 61% delle quindicenni, mentre per i maschi si va dall’82% dei ragazzi di 11 anni al 71% degli studenti di 15 anni. Al contrario, la percentuale di ragazzi che passa il tempo libero con gli amici tende ad aumentare al crescere dell’età e così pure la comunicazione con gli amici tramite telefono, sms o e-mail sia a livello regionale che a livello della provincia di Verona; per quest’ultimo fenomeno si è evidenziato anche un aumento tra le stime riscontrate nelle indagini del 2002, 2006 e 2010 con un aumento nello strato dei 15enni (i maggiori fruitori di questa modalità comunicativa) dal 2002 ad oggi di quasi 15 punti percentuali arrivando ad una percentuale del 66% sia per Regione che per provincia di Verona.
Per ciò che riguarda LA SCUOLA, sia livello regionale che a livello della provincia di Verona si registra un calo nel gradimento scolastico in relazione alle diverse età: si passa infatti dal 77% di 11enni per la Regione e il 73% per quelli di Verona che dichiara piacevole l’ambiente scolastico al 55% dei 13enni fino al 57% dei 15enni della Regione e il 59% per quelli di Verona.
Di pari passo col gradimento, vi è un aumento a livello regionale e provinciale, nei diversi strati, nella percezione dello stress da carico scolastico passando dal 40% per gli 11enni al 50% per i 15enni; da sottolineare anche un aumento nelle stime in tutti e tre gli strati di età nel confronto tra l’indagine del 2002, 2006 e 2010. Il divario maggiore si registra tra i 15enni, passando dal 41% del 2002 al 50% di stress scolastico del 2010 sia per Regione che per provincia di Verona.
Riguardo al rendimento scolastico la percezione di andare bene a scuola cala con l’età e questo si evidenzia sia a livello regionale che a livello di provincia di Verona. Infatti dal 65% degli 11enni si arriva al 41% dei 15enni (45% per la provincia di Verona).
Se si considera lo STATO DI SALUTE AUTORIFERITO, a livello regionale e di provincia di Verona la percentuale media di stato di salute scadente è dell’11% in tutti e tre gli strati di età .
Rispetto alle rilevazioni del 2002 e del 2006 gli 11enni nel 2010 sia a livello regionale che a livello di provincia di Verona risultano i più scontenti del proprio stato di salute, passando dal 9.7% del 2002 all’11.3% del 2010.
Nell’approfondimento (a livello regionale) sull’assunzione di farmaci nell’ultimo mese al gruppo dei 15enni, risulta che i sintomi maggiormente da curare sono il mal di testa e il mal di stomaco, soprattutto tra le femmine.
Per quanto riguarda L’USO DI TABACCO, si ha un incremento molto consistente a livello regionale e in tutte le province venete, ivi compresa quella di Verona, al crescere dell’età dei ragazzi che riferiscono di aver provato a fumare: si passa dalla media regionale del 6% degli 11enni al 56% nei 15enni (53% per la provincia di Verona). Questa crescita interessa anche l’abitudine quotidiana al fumo anche se le percentuali sono meno elevate. Regione: 0.6% degli 11enni, 2.6% dei 13enni e 16% dei 15enni; provincia di Verona: 1.4% degli 11enni, 2.9% dei 13enni e 14% dei 15enni.
Rispetto al consumo di tabacco, il 9% di 15enni della Regione e della provincia di Verona fa un consumo quotidiano di 6 o più sigarette.
Tuttavia è confortante notare come il fenomeno dell’utilizzo di tabacco quotidiano sia diminuito nel tempo nel gruppo dei 15enni, con uno scarto regionale di 5 punti percentuali tra il 2002 e il 2010 e addirittura di 10 punti percentuali nella provincia di Verona.
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L’ASSUNZIONE DI ALCOL SETTIMANALE vede un importante aumento nelle percentuali tra gli studenti di 11 anni rispetto a quelli di 15: 3.0% per Regione e provincia di Verona nel primo caso e 27% per la Regione e 30% per la provincia di Verona nel secondo, però se si considera il consumo quotidiano, dagli 11 (1%) ai 15enni (4%) la differenza è di 3 punti percentuali sia a livello regionale che di provincia di Verona.
Per gli episodi di ubriachezza (2 o più nel corso della vita) si passa dal 2% degli 11enni per la Regione e il 3% per la provincia di Verona al 20% dei 15enni (regione e prov di VR). Rispetto al consumo di alcol nel fine settimana il divario è ancora maggiori: 7% per gli 11enni della Regione e 6% per la provincia di Verona e 47% per i 15enni a livello regionale e 49% per la provincia di Verona.
Inoltre sul fenomeno del binge-drinking, il valore legato ai 15enni è del 32% per la Regione e del 30% per la provincia di Verona. Sulle motivazioni dei 15enni all’uso di alcol nell’ultimo anno, a livello regionale risultano spinti a bere coloro che considerano il consumo di alcol un modo piacevole e divertente per stare insieme al gruppo.
L’USO DI DROGHE viene indagato solo nei quindicenni: il 17% del campione regionale e della provincia di Verona dichiara di aver fatto uso di Cannabis nel corso della vita, e il 14% per la Regione e il 12% per la provincia di Verona lo ha fatto negli ultimi 12 mesi e in entrambi i casi sono più coinvolti i maschi rispetto alle femmine.
Negli ultimi 30 giorni la stima è del 9% sia per Regione che per provincia di Verona, con i maschi nuovamente in testa.
Per l’uso di altre droghe nel corso della vita come cocaina e LSD le stime sono rispettivamente del 2% e del 3% per la Regione e del 3% e del 4% per la provincia di Verona.
Dal 2002 al 2010 si è registrato un calo nel consumo di Cannabis di 10 punti percentuali per la Regione e 14 per la provincia di Verona sia per il consumo nel corso della vita che negli ultimi 12 mesi.
L’ATTIVITÀ FISICA viene praticata in misura maggiore dagli 13enni, i quali a livello regionale dichiarano nel 29% dei casi e nel 31% a livello di provincia di Verona di dedicarsi allo sport per almeno un’ora per almeno 5 giorni la settimana , seguiti dal 25% degli 11enni della Regione e dal 21% di quelli della provincia di Verona e dal 21% (sia Regione che provincia di Verona) degli studenti di 15 anni.
Anche per la sedentarietà (intesa come guardare la televisione più di 4 ore al giorno) la stima è maggiore nei 13enni sia per l’uso della TV durante i giorni di scuola (18% per la Regione e 22% per la provincia di Verona) che nel fine settimana (31% per la Regione e 34% per la provincia di Verona).
Per l’uso di internet (almeno 3 ore al giorno) come indicatore di sedentarietà, la prevalenza maggiore è dei 15enni (19% per la Regione e 24% per la provincia di Verona) per l’uso fattone nei giorni di scuola, mentre per il fine settimana la stima più alta è dei 13enni (24% per la Regione e 28% per la provincia di Verona).
Per quanto riguarda le ABITUDINI ALIMENTARI sia a livello regionale che a livello di provincia di Verona, dall’indagine si è evidenziato che fare colazione quotidianamente è un’abitudine che tende a diminuire al crescere dell’età: il 77% di 11enni dichiarano di farla contro il 67% dei 13enni e il 61% dei 15enni con stime più basse nelle femmine rispetto ai loro coetanei maschi in tutti gli strati.
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L’assunzione quotidiana di dolci al contempo sia a livello regionale che di provincia di Verona, tende ad aumentare nei diversi strati con valori del 26% per il primo strato, 31% per i 13enni e 33% per gli studenti di 15 anni.
La frutta o la verdura rientrano nella dieta quotidiana del 51% degli 11enni, del 50% dei 13enni e del 48% dei 15enni (sia per Regione che per provincia di Verona).
Sulla frequentazione nei fast-food almeno 1 volta alla settimana a livello di Regione, i 15enni risultano i maggiori frequentatori (29%), seguiti dagli 11enni (28%) e dai 13enni (24%). Per la provincia di Verona le stime aumentano notevolmente rispetto a quelle della regione, evidenziando un salto al 42% per i 15enni, uno al 39% per gli 11enni e un altro al 36% per i 13enni.
Dal 2006 al 2010 i dati mostrano un incremento della frequentazione di 9 punti percentuali nei 15enni e rispettivamente di 6 e 3 punti percentuali negli 11 e nei 13enni, sia a livello regionale che a livello di provincia di Verona.
Il capitolo relativo alla PERCEZIONE DELLA PROPRIA IMMAGINE vede una crescita in percentuale di ragazzi insoddisfatti del proprio corpo nei diversi strati d’età per il senso di grassezza. A livello regionale si sentono grassi il 20% degli 11 e 13enni e il 22% dei 15enni. A livello di provincia di Verona, invece, le stime vanno dal 18% degli 11enni al 21% dei 13enni e al 20% dei 15enni.
Per il senso di magrezza, le stime scendono al crescere dell’età sia a livello regionale che a livello di provincia di Verona: 11% nei 15enni, 14% 11enni.
Altro dato interessante a livello regionale: il 18% degli 11enni è a rischio sovrappeso, maggiormente i maschi (secondo i parametri di Cole et al. 2000), percentuali che diventano del 16% e 13% per i 13 e i 15enni. Per la provincia di Verona, invece, la percentuale di 11enni a rischio di sovrappeso si abbassa al 13%, mentre rimane identica a quella della Regione per la fascia dei ragazzi di 13 e di 15 anni.
Il rischio di obesità sia a livello regionale che a livello di provincia di Verona colpisce in percentuale maggiore gli 11enni (3%) e sempre più i maschi rispetto ai 13 (2%) e ai15enni (2.3%).
Le variazioni temporali sia per il rischio di sovrappeso che per l’obesità indicano un diminuzione nelle stime tra le 3 indagini di alcuni punti percentuali che a livello regionale arrivano ad uno scarto di 2 punti in tutti e tre gli strati di età, mentre a livello di provincia di Verona la differenza tra le indagini arriva fino ai 5 punti percentuali.
Per quanto riguarda il fenomeno del BULLISMO a scuola, le percentuali di coloro che hanno perpetrato atti di bullismo almeno una volta contro un altro studente, sono più alte tra i 13enni (20% per la Regione e 25% per la provincia di Verona) rispetto ai 15enni (18% per la Regione e 20 per la provincia di Verona) e agli 11enni (12% per entrambi i livelli).
Aver subito atti di bullismo almeno una volta nella vita, a livello regionale vede coinvolti maggiormente gli 11enni (15%), valore che scende al 14% dei 13enni fino al 6% nei 15enni che denota quindi un decremento al variare delle età. Diverso, invece, è l’andamento per la provincia di Verona, dove i più coinvolti in atti di violenza subita sono i 13enni nel 19% dei casi . A seguire gli 11enni con il 16% e i 15enni con il 6%.
Le forme specifiche di bullismo agito come approfondimento a livello regionale del gruppo dei 13emmi dimostra che gli atti di violenza contro i compagni sono perpetrati con insulti, offese e prese in giro (35%). Gli atti di esclusione come modalità di bullismo si attestano al 20%, mentre i commenti di natura sessuale sono dell’8%.
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L’ultimo aspetto considerato riguarda la SALUTE SESSUALE che viene indagata solo nei quindicenni. A livello regionale il 25% dei ragazzi dichiara di aver avuto rapporti sessuali nel corso della vita, con uno scarto di 1 punto percentuale (24%) per la provincia di Verona.
Per quanto riguarda i metodi anticoncezionali, il preservativo è quello più utilizzato (75% per la Regione e 76% per la provincia di Verona) contro il 13% relativo alla pillola per la Regione e il 15% per la provincia di Verona e il 31% del coito interrotto per la Regione e il 28% per la provincia di Verona.

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