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Bliz delle Fiamme Gialle: messi i sigilli ad un opificio di Alano di Piave gestito da cinesi. 26 lavoratori irregolari, 11 in nero di cui 3 minorenni

Guardia di Finanza Tenenza di Feltre

I finanzieri della Tenenza di Feltre, coordinati dal Comando Provinciale di Belluno, grazie all’attività di controllo economico del territorio, hanno scoperto un anonimo capannone ad Alano di Piave (Belluno) sede di un opificio in cui erano impiegati 26 lavoratori tutti di etnia cinese. L’attività controllata, avviata solo lo scorso anno, si occupa della produzione di armature per occhiali ed è gestita da una imprenditrice cinese trentenne.
Nel corso del controllo sono stati dapprima identificati tutti i lavoratori, che sono risultati in regola ai fini del soggiorno sul territorio nazionale.
I successivi riscontri amministrativi hanno tuttavia permesso di constatare che il datore di lavoro non aveva provveduto a regolarizzare la posizione, ai fini della legislazione sul lavoro, di alcun dipendente.
Dei 26 dipendenti, tra i quali anche 3 minori , ben 11 sono risultati completamente “in nero” e 15 erano impiegati in modo “irregolare”, poiché rendevano prestazioni orarie di lavoro difformi rispetto a quanto dichiarato.
Dall’analisi della documentazione extra-contabile, rinvenuta in sede di accesso, e’ emerso che tutti i dipendenti eseguivano turni di lavoro massacranti, dalle 12 alle 14 ore al giorno anziché le 6 previste da contratto di lavoro.
Vista la gravità della situazione i finanzieri hanno segnalato la ditta alla Direzione Provinciale del Lavoro di Belluno che ha disposto la sospensione dell’attività economica.
E’ stata contestata al datore di lavoro la “maxisanzione” pari ad un massimo di 130.000,00 euro.
Sono tutt’ora in corso gli accertamenti nei confronti della ditta cinese da parte delle Fiamme Gialle al fine di verificare il corretto adempimento a tutti gli obblighi fiscali vigenti.

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