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Ospedale di Belluno: Da lunedi 3 ottobre il Servizio di emodinamica è attivo 5 giorni alla settimana per 12 ore al giorno

Dal 3 ottobre  inizia l’attività H12, ovvero  12 ore al giorno per 5 giorni alla settimana, con valenza provinciale, del Servizio di emodinamica dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale San Martino;   ad esso afferiranno  i  pazienti con sindrome coronarica acuta da tutti i presidi ospedalieri del territorio.
Va ricordato che il Servizio è già operativo da 12 anni, ma finora per 8 ore al giorno, per 4 giorni alla settimana.
Per sottolineare l’  importanza di questo punto di arrivo, fortemente voluto dalla Direzione Generale, è opportuno ricordare alcuni dati.
Nel corso del 2010 presso l’ Unità Coronarica sono stati ricoverati 178 casi di infarto e 143 casi di angina, per un totale di 321 casi di sindrome coronarica acuta. Circa un terzo dei casi di infarto sono stati trasferiti  d’urgenza presso le Emodinamiche di Treviso o di Conegliano, che sono operative 24 ore al giorno; i rimanenti casi sono stati trattati in elezione presso la nostra Emodinamica.
In Italia, nonostante i numerosi progressi scientifici degli ultimi anni, la principale causa di morte rimangono le malattie del sistema cardiovascolare, tra cui una delle manifestazioni più drammatiche è l’infarto miocardio acuto (IMA).
Secondo le stime più recenti per la popolazione residente nella Provincia di Belluno sono attesi circa 150-170 IMA l’anno, senza contare l’importante afflusso turistico.
La finalità  terapeutica principale dell’ IMA e’ la ripresa il più presto possibile del flusso sanguigno a livello dell’arteria coronaria occlusa, che può essere ottenuta mediante fibrinolisi sistemica (terapia medica endovenosa per “sciogliere” il trombo) o mediante angioplastica coronarica (PTCA primaria, riapertura “meccanica” della coronaria con palloncino e stent inseriti da un’arteria del polso o dell’inguine in anestesia locale).
Rispetto alla terapia fibrinolitica, la PTCA primaria presenta due vantaggi principali: si associa ad un maggior successo di rivascolarizzazione efficace (nell’ 88-95% dei pazienti rispetto al 60-70% della terapia medica) e comporta un minor rischio di emorragie cerebrali, sanguinamenti maggiori e reinfarto precoce. Tutti gli studi scientifici che hanno confrontato la fibrinolisi con la angioplastica primaria  hanno evidenziato un netto vantaggio della riperfusione meccanica rispetto a quella medica, sia in termini di sopravvivenza a breve e lungo termine, che in termini di morbilità cerebrocardiovascolare.
Considerato che il fattore chiave nel trattamento dell’ IMA è la tempestività, l’operatività dell’Emodinamica di Belluno per le PTCA primarie oltre che ridurre il disagio e i costi legati ai trasferimenti è un mezzo sicuramente efficace per migliorare la sopravvivenza e la successiva qualità della vita dei Bellunesi colpiti da infarto.
Sulla base dei dati degli anni precedenti, oltre a quelli trattati storicamente,  si potranno trattare in sede con PTCA primaria 50- 70 IMA l’anno.
“Dopo il necessario periodo di preparazione e di addestramento, abbiamo costituito  una valida equipe di 3 emodinamisti, formatisi presso le Scuole di Treviso e Padova, e di 5 infermieri e 2 tecnici di radiologia perfettamente addestrati da un lungo tirocinio” – afferma  il  dott. Giuseppe Catania, Direttore dell’U.O. di   Cardiologia dell’Ospedale San Martino – fondamentali a questo punto risulteranno le cooperazioni dei centri provinciali, primo fra tutti la Cardiologia ed il Pronto Soccorso della ULSS 2 di Feltre, con cui già da anni collaboriamo per le procedure emodinamiche di elezione, nonché dei presidi di Pronto soccorso e Cardiologie della nostra ULSS 1. Di queste cooperazioni siamo perfettamente certi, in quanto si tratta di rendere operativo finalmente un servizio importante per tutta la popolazione del bellunese, che potrà “usufruire” della migliore terapia attualmente disponibile nel trattamento dell’infarto miocardico acuto”.
Il Direttore Generale, dott. Antonio Compostella,  esprime la soddisfazione dell’Azienda per l’obiettivo raggiunto ed il potenziamento   dell’attività di emodinamica dell’Ospedale di Belluno che rappresenta una risposta concreta ed appropriata, ad un importante problema di salute del territorio bellunese.

 

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