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Nulla di nuovo sul fronte Bellunese. Fuoco e fiamme di Bottacin, ma tutto come prima. Anche in Comune di Belluno la maggioranza regge

Un presidente della Provincia che non ha risparmiato i suoi colpi agli alleati del Pdl e anche ai suoi.  Una strategia politicamente incomprensibile: non dimentichiamo che Bottacin ubbidì ai vertici della Lega lasciando l’incarico di consigliere regionale per accettare di diventare presidente della Provincia dimezzando il suo stipendio. Ed ora è come una scheggia impazzita. Prima sfiducia un assessore del Pdl (De Zolt), poi disconosce l’efficacia dell’accordo delle segreterie di partito (Pdl e Lega) che stabiliva di ricostituire la giunta alla pari, con tre assessori della Lega e tre del Pdl. Insomma, lancia forti segnali di insubordinazione sotto i quali potrebbe anche cadere, colpito dai fulmini del dio Bossi. Comunque sia, Gianpaolo Bottacin per ora rimane in sella, benché gli equilibri siano tutt’altro che stabili.
Va un po’ meglio in Comune di Belluno, dove la maggioranza questa volta non ha avuto sorprese al momento di far passare il bilancio. Che è stato approvato con 20 voti favorevoli e 11 contrari. Quindi anche senza la stampella del Gruppo “Con Belluno”.
Come in un film già visto, il sindaco Antonio Prade ha fatto appello alla “coesione per la sopravvivenza”. L’opposizione, con Rasera Berna, ha demolito chirurgicamente punto per punto la costruzione di Prade. «Ci stiamo affidando a delle parole vuote! – ha detto – Non è vero che i conti di questo Comune sono stati messi in sicurezza». Parole come pietre, che in un Paese normale avrebbero fatto rabbrividire. Ma che oramai, nello stato del bunga-bunga, con nani e ballerine, non fanno più alcun effetto.

Le immagini dell’intervento del sindaco Antonio Prade

http://www.youtube.com/watch?v=fMNbDreVqw4

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