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Dolomiti Contemporanee: sviluppo di un modello integrato e azioni in atto * di Gianluca d’Incà Levis

Dolomiti Contemporanee è un progetto basato sulla poesia della libertà, sull’antagonismo all’inerzia, sulla spinta e sulla pressione e sull’aggressività intelligente (impulso e razionalità, destrutturalità – guerra aperta agli schemi chiusi -l’indolenza conservativa, che semina il mondo a sterilità e noia- per generarne uno aperto, produttivo, ideativo), sulla rete, sul rifiuto della staticità dei ruoli e delle destinazioni (dei destini), sulla concretezza e sulla caparbietà, sullo sviluppo delle risorse, sull’interesse vitale e intellettuale per lo sguardo creativo che rinnova ed incendia (l’artista è in piedi, pensa ed agisce; pensare, scrivere, agire).

Gianluca d'Incà Levis

Il progetto Dolomiti Contemporanee è nato circa un anno emmezzo fa, quando si è iniziato a lavorare alla sua idea, e si è deciso di FARLA.

Il 30 luglio scorso, si è aperto dunque il cantiere di Sass Muss, e sono iniziate le operazioni di campo. In due mesi circa di attività continua, abbiamo mostrato cosa intendiamo fare, come intendiamo procedere. Per Sass Muss, per fare le mostre, sono già passati 50 artisti, e 6.000 persone. Rapporti, inneschi, artisti e musicisti e critici e curatori e galleristi e pubblico ad incontrarsi e riflettere e scambiare, il suono del Cordevole a rifluire negli orecchi, mica piano. E continuano a venire, in questo luogo nuovo e speciale. A parlare, a discutere, a scrivere.

Pierluigi Basso, implacabile ingegno di semiologo e gran cuoco, ha scritto due saggi, 15 cartelle, sul cetaceo che non vuole più dormire, su DC e SM (presto pubblicati su semioticaviva.com, e nella sezione press del sito DC).

Dolomiti Contemporanee, però, non è Sass Muss. Dolomiti Contemporanee è un progetto che lavora sulla messa in rete delle risorse (umane, creative, spaziali, territoriali, specifiche, generali, fisiche, teoriche). Le Dolomiti, come specificità territoriale, sono quindi un cuore mobile, non un affetto o una nostalgia reazionaria. Questo spazio vuole/deve essere reinterpretato. Non è, DC, un progetto di tutela e conservazione, ma un’idea di rinnovamento, e, in parte, di sovversione.

Insisteremo con Sass Muss: stiamo lavorando al futuro di questa stazione. Vorremmo rimanerci. Nel frattempo, portiamo Dolomiti Contemporanee altrove, per aprirlo all’esterno.

Nel prossimo finesettimana, DC sarà presente con uno stand di 200 mq., di pietre e legni e architettura in tensione sintetica all’Expodolomiti (100 quintali di castellavazzo forniti da Cason Marmi; 120 pallets forniti da Pallets Dolomiti; grazie anche a Next Sedico ed all’organizzazione della Fiera di Longarone).

Giovedì 4 ottobre, alle 17.30, Sass Muss ospiterà uno degli eventi del programma di Oltre le vette, con una visita guidata ed un dibattito peripatetico ai padiglioni dal titolo L’arte come display sulla natura.

Naturalmente, a Sass Muss, le mostre rimarranno aperte (sabato sera dalle 21.00 doppio dj set).

Dal 6 al 10 ottobre, saremo, con un altro stand, ad Artverona, fiera d’arte moderna e contemporanea di Verona.

A novembre, saremo a Palermo, a Palazzo Riso, a presentare il progetto ed i lavori realizzati quest’estate dagli artisti del S.a.c.s. a Sass Muss.

Portiamo fuori le nostre idee, mescolate con quelle degli altri, avanti, alè.

 

gianluca d’incà levis

 

 

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