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Lettera all’assessore Passuello. “Quando si ha un bene prezioso e raro come il TIB in una piccola città come Belluno non si può distruggerlo” * di Piera Dattoli

Egregio Assessore alla cultura del comune di Belluno, sono una cittadina pavese di 48 anni e sono un cancelliere del Tribunale di Pavia. Amo il teatro da quando avevo 5 anni e in un paesino sperduto del Gargano passavo le serate con la mia famiglia a guardare in TV tutti quei meravigliosi “sceneggiati televisivi” con cui attori straordinari di teatro ci hanno fatto sognare e pensare, donando a tutti la conoscenza di opere letterarie e teatrali che altrimenti mai sarebbero entrate nelle case di milioni di italiani. C’era una grande considerazione e rispetto, a quei tempi, per la cultura e per chi la diffondeva attraverso il suo lavoro e il suo sapere. Dai miei  5 anni ad oggi ho “attraversato” il teatro in vari modi, percorrendo diverse strade e in una di queste nel 1996 ho incontrato il “Filo d’Arianna Festival”, e da allora non ho perso quasi nessuna edizione, scegliendo Belluno, città che prima non conoscevo, quale meta per le mie ferie estive, frequentando anche i laboratori teatrali che venivano organizzati all’interno del festival con alcuni dei maestri più prestigiosi del teatro italiano. Sono state esperienze meravigliose, soprattutto mi emozionava, riempiendomi di stupore, la partecipazione sentita dei bellunesi di tutte le età, ed ho visto come una città può cambiare il suo volto, scoprirne uno nuovo, trasformare i luoghi e i percorsi quotidiani attraverso il teatro, la musica, la danza, la scultura, le conversazioni letterarie incastonate in uno scenario naturale meraviglioso qual è quello delle vostre Dolomiti o del Piave. E come me tante altre persone che da tutte le parti d’Italia , e anche del mondo, venivano e godevano di un Festival di grande respiro culturale ma vissuto come se si fosse tutti di una grande famiglia, noi che venivamo da fuori e voi bellunesi. E di questa atmosfera magica che si creava ogni volta al “Filo d’Arianna Festival” dobbiamo tutti ringraziare il TIB, il vero, grande, infaticabile motore di questa “macchina delle emozioni”. Quando ho saputo tutto il lavoro che il TIB stava facendo sul territorio con le scuole, i giovani, i cittadini tutti, confesso di avere provato invidia per voi bellunesi, perché da noi, a Pavia, una vita culturale come la vostra non esiste, così come di rado esiste in altre Province o Comuni del “Belpaese”.   Dallo scorso anno frequento un corso della scuola di teatro di “Quelli di Grock”, una compagnia teatrale milanese tra le più importanti che da più di trent’anni è insediata  nel panorama teatrale e culturale della città di Milano. “Quelli di Grock” è una compagnia legata al TIB da un’amicizia di vecchia data e da una condivisione di idee e progetti sul come e perché fare teatro in un paese in cui la cultura è l’ultima ruota del carro della spesa pubblica e la prima vittima dei tagli operati dalle varie finanziarie e “manovre” per risanare i conti di un paese che non riesce più a crescere ed il cui PIL , ormai negli ultimi anni, sfiora l’1 per cento.   Il 14 settembre  sono andata alla conferenza stampa di presentazione della prossima stagione del teatro Leonardo, interamente gestito da “Quelli di Grock” : c’erano Massimo Buscemi, Assessore alla cultura della Regione Lombardia e Stefano Boeri, Assessore alla cultura del Comune di Milano. Ebbene, l’Assessore Buscemi si è profuso in lodi e ringraziamenti sinceri verso una struttura teatrale che considera una risorsa da tutelare per la sua professionalità e capacità organizzativa e progettuale;  l’Assessore Boeri ha poi dichiarato che nonostante i tagli fatti da questa manovra ai Comuni, lui farà di tutto perché “ dove non arriva il pubblico arrivi il privato” ( la CA.RI.PLO ne è un esempio). Ha dichiarato pubblicamente d’impegnarsi in prima persona affinché tutti quei privati che nel corso degli anni hanno speso tante parole a favore della cultura, ora passino ai fatti e che dunque il sostegno economico a “Quelli di Grock” non verrà meno, anzi l’obiettivo da raggiungere sarà ancora più alto perché chi ha contribuito alla crescita culturale di una città nel corso degli anni con professionalità e impegno totali non venga schiacciato da questo difficile momento di crisi che l’Italia intera sta attraversando. Ho visto due politici di forze politiche diverse sostenere che un patrimonio culturale, ormai storico, della città di Milano come “Quelli di Grock” deve essere assolutamente tutelato e protetto; ho visto due Assessori alla cultura che amano la loro città, le vogliono profondamente bene, perché riconoscere il valore e l’impegno profusi negli anni e con tanti sacrifici da chi dedica la propria esistenza ad arricchire il patrimonio culturale e spirituale di una città, è il primo dovere di un Assessore alla cultura. Ecco, questa mia lettera vuole essere semplicemente uno spunto di riflessione per lei Assessore, perché vede, quando si ha un bene prezioso e raro come il TIB in una piccola città come Belluno non si può distruggerlo con una guerra senza senso come quella che da diversi mesi è in atto nei confronti del TIB, anche perché, Assessore, i bellunesi sono dalla parte del TIB,  e questo Lei come rappresentante dei suoi cittadini non può ignorarlo. Il TIB è un’impresa che vive del proprio lavoro e che purtroppo a causa di questa guerra sconsiderata e assurda sta sottraendo tempo ed energia ai suoi progetti e al suo lavoro. Daniela Nicosia è una regista di teatro conosciuta ed apprezzata a livello nazionale; se Lei ha avuto modo di vedere i suoi spettacoli: “Polvere”, o   “Galileo”, o “Shoa”, o “Orfeo in Guerra”, o “Il volo di Icaro”, o “ Fantasmi” ecc. – spettacoli che io ho potuto vedere, essendo presenti nei cartelloni di importanti teatri in Lombardia, spettacoli che sono valsi al teatro prodotto a Belluno prestigiosi riconoscimenti nazionali, come il premio della critica o la partecipazione alla biennale di Venezia – avrà avuto occasione di emozionarsi, commuoversi e riflettere su quanto studio, lavoro, energia, tempo, pura creatività e grande professionismo c’è nella sue regie e nella direzione artistica del TIB. Daniela Nicosia sa fare molto bene il suo lavoro e lo ama infinitamente; provi anche lei ad amare il suo, Assessore, e vedrà che anche i bellunesi lo capiranno e le renderanno merito.
La ringrazio della sua cortese attenzione.
Pavia, 19 settembre 2011   Piera Dattoli

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