Dalla prossima bolletta dell’acqua, per effetto del secondo quesito referendario, viene cancellata la voce “remuneratività del capitale investito”. Ossia il profitto sul servizio reso, che poi viene reinvestito nella rete di distribuzione. Ciò nonostante, vedremo lo stesso aumentare la bolletta a causa degli aumenti della tariffa. Dagli attuali 1,2 euro a metro cubo, si arriverà nel 2024 a 1,81 euro. E se non ci fossero stati i referendum, che hanno tagliato la remuneratività del capitale investito, avremmo raggiunto i 2,43 euro al metro cubo.
Lo hanno spiegato oggi pomeriggio (lunedì 19 settembre) Valter Bonan rappresentante del Comitato acqua bene comune e Guido Mattera, responsabile della Federazione consumatori della Cgil di Belluno, nel corso della conferenza stampa in piazza Duomo.
Bonan ha denunciato la presenza di iniziative volte a modificare l’esito referendario. Ed ha auspicato un processo partecipativo nella ridefinizione del modello gestionale servizio idrico. «La comunità non può essere condannata solo a pagare la bolletta – ha detto Bonan – ma dev’essere protagonista delle scelte di gestione». Il riferimento è alle ultime assemblee dell’Ato, effettuate senza aver convocato i consigli comunali, dove le questioni potevano essere discusse e portate a conoscenza dei cittadini. «Non si può far pagare in bolletta tutte le spese dell’acquedotto – ha osservato Bonan – alcuni costi vanno reperiti dalla fiscalità generale».
Valter Bonan ha denunciato anche la continua aggressione dei fiumi dai prelievi delle centraline elettriche. Ed ha segnalato la questione delle vecchie concessioni ad uso irriguo, scadute, dove l’acqua continua ad essere erogata.
