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Apre la biglietteria per la Stagione di prosa 2011/2012 del Teatro comunale

Teatro Comunale di Belluno

Venerdì 16 settembre apre la biglietteria per la campagna abbonamenti dedicata ai rinnovi con diritto di prelazione della Stagione di Prosa 2011-2012 del Teatro Comunale di Belluno, organizzata da Tib Teatro per la direzione artistica di Daniela Nicosia, in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti, e con il Ministero per il Beni e le Attività Culturali e A.I.C.S. per la cultura. La biglietteria sarà aperta presso il Teatro Comunale fino a sabato 24 settembre, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20 (dal lunedì al sabato, domenica 18 settembre chiuso – INFO 0437-940349). Si ricorda che gli abbonati con diritto di prelazione che ritireranno le tessere entro sabato 24 settembre potranno usufruire della tariffa agevolata fidelity (euro 153,00 platea e prima galleria centrale – euro 117,00 galleria laterale – euro 81,00 loggione).
I nuovi abbonamenti potranno invece essere ritirati da sabato 1 a sabato 8 ottobre.
A comporre la Stagione 2011-2012,concorrono, insieme a prestigiose firme della regia contemporanea, i migliori interpreti del teatro italiano, alle prese con testi che a partire dai classici, da Shakespeare a Goldoni, riservano ampio spazio ai migliori autori dell’età moderna, dall’Ottocento ad oggi. Una stagione leggera come un soffio, profonda come un respiro,in cui dramma e farsa, risate e commozione declinano il viaggio nelle pieghe dell’anima che il teatro consente.
L’apertura è affidata allo struggente, intenso omaggio a Domenico Modugno, dello spettacolo Volare (22 e 23 ottobre 2011), di e con Gennaro Cannavacciuolo – già acclamato interprete, nelle passate stagioni, del musical di Nicola Piovani Concha Bonita – che con assoluta adesione, grazie alla magnifica voce e all’eclettica presenza mimica, riattraverserà il meglio del repertorio del grande cantautore italiano, dalla Donna Riccia fino agli indimenticabili Vecchio Frac, Tu si na cosa grande, Resta cu mme.
Un gioiello del teatro psicologico, che ha affascinato il pubblico di tutta Europa, è invece Spettri (5 e 6 novembre 2011), scritto nel 1881 da Henrik Ibsen, opera tra le più significative dell’autore norvegese (considerato il padre della drammaturgia moderna) che guarda con spregiudicata amarezza alla borghesia del suo tempo, affermando che è necessario saper lottare contro i demoni del proprio passato, affinché le ombre del tempo non neghino al presente ogni possibilità di redenzione, affinché sia ancora possibile un domani. Lo spettacolo, con in scena Fausto Paravidino, Patrizia Milani e Carlo Simoni, è connotato dal segno registico di Cristina Pezzoli.
Spietato affresco delle relazioni parentali, di un autore sempre di area scandinava, dello spessore di Ingmar Bergman, è anche Sarabanda (26 e 27 novembre 2011), ideale proseguimento del ben noto film cult Scene da un matrimonio, che mette in scena il confronto tra gli stessi protagonisti del film, trent’anni dopo. Qui raffinatezza del tratto, delicate pennellate nel trattare l’amore, la passione, il tradimento, il rapporto genitori figli, così come il mistero della vita e la ricerca di Dio accompagnano questo capolavoro degli addii, come lo definì il suo autore, affidato alla magistrale interpretazione di Giuliana Lojodice e Massimo De Francovich. Il testo, alla sua prima esecuzione assoluta per le scene italiane, è caratterizzato da dialoghi fitti e ritmi perfetti, mentre imponente e, allo stesso tempo leggero, come la malinconica danza che da’ il titolo all’opera, si leva lo sguardo sull’intima solitudine della nostra società.
L’infinita commedia umana viene ritratta con sagacia, nel bellissimo testo di Eduardo De Filippo Le bugie con le gambe lunghe (25 e 26 febbraio 2012), in un gioco di continui spiazzamenti e invenzioni che trasformano la verità in menzogna e viceversa: si tratta di adeguarsi perché, mentre le bugie con le gambe corte sono quelle innocenti dei bambini, quelle del titolo appartengono invece all’impalcatura sociale del mondo adulto. Qui Luca De Filippo, regista e protagonista di rilievo dell’opera, dà il meglio di sé in un grandioso allestimento scenico che asseconda la lucida, sferzante scrittura del padre, rivelando, di scena in scena, altri possibili volti della presunta verità, attraverso un meccanismo drammaturgico perfetto, una lettura della realtà lucida e senza orpelli, vivace e costellata di imprevisti e capovolgimenti che divertono, in un crescendo di comicità, fino a toccare i toni della farsa, mentre al contempo liberano il pensiero.
Al pensiero scientifico e filosofico moderno è dedicato, invece, il mio spettacolo Galileo (11 e 12 febbraio 2012), che rivisita la ben nota vicenda umana del grande filosofo della natura, come egli stesso amava definirsi, attraverso la relazione con le quattro figure femminili della sua vita. Un testo vibrante, che prende spunto da diversi scritti galileiani, e trasfonde l’emozione profonda dell’uomo, laddove egli si palesa attraverso il suo pensiero più intimo: un inarrestabile flusso di ricordi, che compone dettagli, quelle piccole cose di cui è fatta la vita. Una forma di teatro civile, caratterizzata da un suggestivo, rigoroso contesto scenico, che pone interrogativi, suscita riflessioni sul sempre attuale dibattito tra fede e ragione, scienza e società, senza rinunciare alla commozione, alle emozioni del gesto, della musica, della parola. Produzione, questa, tutta bellunese, di Tib Teatro, in collaborazione con Università degli Studi di Padova e Fondazione Teatri delle Dolomiti, che vede in scena nei panni dello scienziato pisano, un intenso Solimano Pontarollo – l’indimenticato protagonista dello spettacolo Polvere – accompagnato dalla bravissima Piera Ardessi. Teatro civile anche quello rappresentato dallo spettacolo cult di Marco Baliani, nel suo capolavoro Kohlhaas (17 e 18 dicembre 2011), tratto dall’omonimo racconto di Heinrich von Kleist. Qui è il tema della giustizia a porsi, attraverso la storia di un sopruso non risolto dalle vie del diritto. Storia letteralmente incarnata da Baliani, al contempo narratore e racconto, autore e personaggi, ma anche paesaggio, percezioni, musica delle parole. Ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500, questo straordinario monologo, tocca motivi etici ancora attuali, quali il farsi giustizieri in nome della giustizia, i diritti violati, la violenza che genera violenza, mentre scandaglia l’animo umano, con commovente, disarmante partecipazione. Pura energia espressiva, quella dell’attore che, solo in scena, ogni sera sa donarsi, con totale dedizione, evocando visioni e paesaggi dell’anima.
Il teatro classico ritorna con Otello (31 marzo e 1 aprile 2012), di Shakespeare, tragedia del potere e della gelosia, che vede un ottimo confronto tra Massimo Dapporto, nei panni del protagonista, e Maurizio Donadoni in quelli dell’infido Iago, colui che tesse l’ordito di una trama nera, causa di delitti e dolore, che uccide l’innocenza, oltraggia la purezza, di cui è perfetta sintesi il personaggio di Desdemona, interpretato dalla giovanissima, delicata Lucia Lavia. L’allestimento scenico, evoca il senso di una realtà sospesa tra cielo e terra, quella di tutti noi uomini, mentre dal grande mare della vita, che inonda simbolicamente la scena, arrivano minacce e speranze ad un tempo. E al presente, sa ancora parlare, sul versante della commedia goldoniana, Rusteghi (21 e 22 aprile 2012), nell’originale trasposizione scenica di Gabriele Vacis, che nella scelta del cast tutto maschile – Eugenio Allegri, Natalino Balasso, Jurij Ferrini, Mirko Artuso ed altri – rifugge stereoptipi ed ovvietà, puntando al divertimento, pur trattando temi quali l’intolleranza travestita da moralismo e la mancanza di comunicazione. Da una società egoista, priva di remore, dominata dal denaro che compra coscienze e sentimenti, vuole fuggire il protagonista di Quello che prende gli schiaffi (21 e 22 gennaio 2012) dal testo di Leonid Andreev, di e con Glauco Mauri e Roberto Sturno, con un nutrito gruppo di bravi attori. Quest’uomo sceglierà il palcoscenico quale luogo della salvezza, in cui, mascherata dalla finzione scenica, la verità più intima della vita, può palesarsi. Egli spera ancora che sia possibile costruire un mondo migliore e per farlo fa ricorso al teatro.
INFO E PRENOTAZIONI anche per nuovi abbonamenti 0437-943303 _ info@tibteatro.it _ www.tibteatro.it

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