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sabato, Ottobre 31, 2020
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Manovra finanziaria. Claudia Bettiol: “tutti i partiti e gli esponenti politici devono fare un bagno di umiltà e rinunciare ai privilegi”

Claudia Bettiol

“Regna ormai la confusione totale nel centro-destra nazionale e bellunese, sia nel Comune capoluogo che in Provincia”. Lo scrive in una nota Claudia Bettiol, consigliere provinciale del Pd, già assessore provinciale alla Cultura nella precedente legislatura. “Non solo assistiamo all’indecoroso spettacolo del governo nazionale, che in un momento di grande difficoltà economica per il Paese e per i cittadini si permette di cambiare la manovra finanziaria quattro volte, con le conseguenti pesanti penalizzazioni che ne derivano a livello internazionale dove abbiamo perduto completamente ogni credibilità, ma a livello locale le cose non stanno certamente meglio.
Leggiamo oggi di uno scontro pesantissimo tra PDL e Lega sulla Provincia di Belluno; solo qualche giorno fa abbiamo letto delle faide all’interno del PDL sul Comune capoluogo.
Tutto questo in barba ai problemi dei nostri cittadini provinciali e comunali, che sono chiamati a grandi sacrifici da una classe politica più preoccupata di garantire se stessa e le sue poltrone che di risolvere i problemi della comunità che amministrano.
A fronte delle proteste della Lega per il mancato reperimento da parte del Governo centrale delle risorse economiche necessarie per l’assestamento di bilancio che la Giunta provinciale dovrà presentare entro la fine del corrente mese di settembre, risorse garantite dalla stessa Giunta provinciale lo scorso mese di giugno in consiglio e promesse da autorevoli esponenti nazionali della Lega Nord, la risposta del PDL nazionale nella persona di uno dei suoi più autorevoli esponenti, l’on. Maurizio Paniz, è che la Provincia può saltare, perché questa è la linea adottata dal coordinamento provinciale pidiellino diversi mesi fa.
Ma allora, perché in questi mesi per bocca degli assessori e dei consiglieri provinciali del PDL, ci è stato detto esattamente il contrario? Perché la Giunta ha continuato a dirci che le risorse necessarie a far funzionale la Provincia sarebbero arrivate a breve? E’ evidente che non solo il centro-destra ha mentito e sta mentendo ma c’è uno scollamento totale fra gli esponenti locali di PDL e Lega e gli esponenti nazionali, che oltre a non preoccuparsi del destino di questo territorio sono evidentemente impegnati soltanto ad abolire la Provincia.
Questo dimostra che regna ormai la confusione totale anche nel centro-destra bellunese oltre che in quello nazionale, c’è un continuo rimpallo di responsabilità tra i diversi partiti della maggioranza, che dà luogo ad uno spettacolo surreale, ha messo la Provincia in un’agonia infinita da cui non potrà uscire nulla di buono, ma gravi danni per il nostro territorio.
I sentori si sono già avuti da diverso tempo ma l’elemento più evidente in questi giorni di cosa significa per le famiglie il non governo di questa Provincia è l’abolizione dell’abbonamento unico studenti, che vede costrette le famiglie a sborsare cifre doppie se non addirittura triple rispetto agli anni passati per mandare i propri figli a scuola.
Stando così le cose è meglio chiudere definitivamente con questa esperienza di governo dell’ente provinciale, un’agonia infinita su cui è meglio stendere un velo pietoso: i nostri governanti sono in una confusione totale a tutti i livelli ed è giusto che ne traggano le conseguenze per rispetto degli elettori.
Anche perché qualora passasse l’abolizione delle Province italiane, quindi anche della nostra, l’ente rimarrà comunque in piedi fino alla fine della legislatura, vale a dire per altri tre anni: cosa si pensa di fare in questi tre anni? Si pensa di continuare  con il balletto delle liti e delle accuse reciproche mentre vengono tagliati i servi ai cittadini? Non solo l’abbonamento unico studenti, ma la difesa idrogeologica, la manutenzione delle strade, lo sgombero neve questo inverno, gli IAT al servizio del turismo, la cultura, ecc. ecc.
Non meno grave è la situazione in Comune di Belluno, dove da anni assistiamo ad assessori che preannunciano le dimissioni e poi le ritirano, consigli comunali privi di numero legale o garantiti nel numero legale da taluna opposizione, sforamento del patto di stabilità, tagli al trasposto locale, tagli alla SERSA  e quindi all’assistenza agli anziani, nessuna presa di posizione netta contro i tagli alla sanità bellunese che penalizzeranno pesantemente l’ospedale cittadino oltre a quelli periferici.
Del resto, il sindaco di Belluno e la sua giunta, a dimostrazione dello scollamento che ormai esiste tra PDL e Lega, forze peraltro entrambe al governo di questa città, non prende alcuna posizione sulla questione della Provincia come se non interessasse il Comune capoluogo. Mi chiedo: il Sindaco ha letto il provvedimento di agosto? Ha visto che l’accorpamento dell’ente provinciale ad un’altra Provincia comporterebbe anche l’accorpamento di tutti gli uffici statali periferici di rango provinciale – Prefettura, Questura, Tribunale, Motorizzazione Civile, Ufficio IVA, Ufficio Entrate, ecc. – a quelli della Provincia accorpante? E nel caso di abolizione delle Province, per cui il governo ha deciso di presentare il disegno di legge costituzionale, che ne sarà di questi uffici? Come verranno ridisegnati i loro ambiti territoriali? Dovremo andare a fare il passaporto, la patente, la dichiarazione dei redditi a Treviso, o potremo richiedere questi documenti ancora a Belluno? Dovremo andare in Tribunale a Treviso? Credo che il Sindaco di un Comune capoluogo che non voglia veder trasformata la città di Belluno in un paesello debba salvaguardare i servizi ai cittadini e i posti di lavoro che a questi servizi sono legati, se non rilanciare la città, come dovrebbe almeno tentare di fare, quanto meno evitarne il declino: farebbe bene perciò ad occuparsi di quello che sta avvenendo anche sulla Provincia e non solo delle beghe della sua maggioranza.
Certamente non mi riconosco in questo modo di fare politica – afferma l’avvocato Claudia Bettiol –  di trattare la comunità, così sottovalutando i problemi della gente che oggi più che mai ha bisogno di un sistema pubblico responsabile, consapevole, e vicino.
Naturalmente questo vale per tutti gli schieramenti – conclude Claudia Bettiol – e per tutti i partiti ed esponenti politici, che oggi devono fare un bagno di umiltà, adottare comportamenti sobri, rinunciare a privilegi inaccettabili e non condivisibili: ovviamente, questa deve essere la battaglia di tutti ma di certo una situazione drammatica come quella che oggi vive il governo della Provincia e il governo del Comune a Belluno non si era mai vista prima. Tanto più drammatica quanto più morde, come oggi avviene, una crisi economica di cui si stenta a vedere la soluzione”.

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