Dario Bond ha occupato il ponte di Bribano, quello che a tutti gli effetti può essere considerato il “ponte dei sospiri” bellunese. Lo ha fatto questa mattina accanto ai sindaci di Santa Giustina e Sedico, al presidente della Comunità montana Valbelluna e a un nutrito gruppo di consiglieri e cittadini, tutti esasperati per i ritardi dell’Anas.
In ballo c’è l’allargamento della struttura ma per il momento – nonostante l’opera sia finanziata e già appaltata – non si muove foglia. “Con questa protesta vogliamo lanciare un messaggio forte all’Anas. I patti devono essere rispettati, basta con le prese in giro”, hanno detto quasi all’unisono il capogruppo del Pdl Bond, i sindaci Giovanni Piccoli e Ennio Vigne (rispettivamente primi cittadini di Sedico e Santa Giustina) e il presidente della Cm Roberto Maraga.
“Dopo anni di tira e molla, i lavori sul ponte dovevano cominciare già qualche settimana fa, ma l’Anas sta tergiversando”, afferma Bond, reduce da una serie di telefonate a Roma con i vertici dell’azienda strade: “Ho provato a contattare più e più volte il condirettore generale tecnico dell’Anas Gavino Corazza ma – nonostante la gentilezza delle sue segretarie – non l’ho mai trovato”.
“Siamo al paradosso”, afferma Bond, “l’opera è finanziata, i soldi ci sono così come la ditta pronta a cominciare i lavori. Ho il timore che i soldi siano stati dirottati su qualche altra opera magari in un’altra regione”.
“Volevamo dare un segnale di compattezza, ormai la pazienza è finita”, affermano, dal canto loro, i sindaci Vigne e Piccoli. “Se non si parte, la prossima volta organizzeremo un’azione ancora più eclatante”.
I due sindaci hanno sensibilizzato gli automobilisti dell’ora di punta, molti dei quali hanno appoggiato la protesta senza batter ciglio. E questo, nonostante i leggeri disagi al traffico.
Oltre ad alcuni volantini sono stati affissi anche dei cartelloni con su scritto “Ponte di Bribano – basta ciacole”. “Appunto”, dice Bond, “basta ciacole. E’ da decenni che i bellunesi attendono una soluzione. Questo ponte è davvero uno dei punti più neri della viabilità provinciale e lasciarlo in queste condizioni significa non avere rispetto per nessuno. Il ponte di Bribano è innanzittutto una questione di sicurezza”.
Era stato lo stesso Bond nel dicembre scorso a sbloccare la partita finanziaria attorno al ponte, facendo in modo che il Governo liquidasse la somma necessaria per eseguire i lavori: “Sono sconcertato. Che fine hanno fatto quei soldi? Forse non si è capito che qui siamo pronti alla rivoluzione”. Se non lo sa Bond che è consigliere regionale della coalizione che guida Provincia, Regione e governo centrale… c’è davvero da preoccuparsi!
