
E’ vergognoso che in consiglio comunale si sia discusso delle beghe tra PDL e della Lega ( o peggio , del campanilismo partitico tra Belluno e Feltre ) e sul riposo non concesso ad un “consigliere-dipendente” ,che peraltro era già a riposo (ma di che diritti stiamo parlando?) e non si siano affrontati quei temi, legati alla SERSA , che toccano i diritti a rischio dei pazienti e del personale .
E vergognoso che si porti una questione così seria su questi livelli. In un quadro generale che mette la nostra casa di riposo a grande rischio, queste sono le preoccupazioni della maggioranza? . Forse bisogna ricordare cosa c’è in gioco: la SERSA è fiore all’occhiello del Comune di Belluno dal 2003, è un raro caso di efficienza ed efficacia di servizio socio-sanitario Regionale sia per la cura del paziente sia per la continua formazione del personale oggi altamente specializzato. Ma in questi anni di “sperimentazione mai finita” ha creato le alleanze con altri centri di servizio del territorio , assumendo un ruolo di guida e manifestando una capacità di coesione rara nel nostro territorio. Da oggi servizi non solo agli anziani ma ai bisogni dei cittadini tutti (pensiamo allo sportello integrato , alle erogazioni degli assegni di cura, il telesoccorso , il sostegno ai familiari dei malati di Alzhaimer..etc) . La Regione stessa la porta in palmo di mano nelle valutazioni fatte sistematicamente come precursore di un “modello” di servizio sociosanitario .
Ecco. Da qualche tempo, sappiamo che tutto questo è a rischio: per lo sforamento del patto di stabilità del Comune che ha portato al blocco delle assunzioni e ad appaltare alcuni servizi ( con ovvie conseguenze sulle rette) ; per i tagli della Regione e dello Stato sui servizi per i non autosufficienti (i tagli lineari che non guardano se le spese sono legate ad una qualità maggiore o meno dell’offerta ) ; per la scelta che pare dovrà fare il Comune sul taglio delle partecipate e oggi, ultima spada di Damocle (è quanto appare sul sole 24 del 23 maggio) , per le indicazioni date dalla Corte dei Conti secondo cui si fa avanti l’idea che il personale delle società in house sono da considerarsi a carico dell’ente locale , il che vuol dire il Comune potrebbe trovarsi a scegliere se assumere un geometra o un dipendente SERSA .
Allora, anziché essere “pancia a terra” per risolvere questo momento drammatico per i servizi alla persona e definire l’assetto istituzionale della società SERSA, si discute in consiglio della giornata di riposo del dipendente consigliere e delle polemiche tra le parti feltrine e bellunesi di PDL e Lega? Il Partito Democratico chiede di rimettere al centro della azione politica del Comune il lavoro su decisioni fondamentali che riguardano la difesa dei diritti dei pazienti e degli operatori tutti ( sono diversi da quelli di un dipendente consigliere?)
Chiediamo chiarezza e responsabilità . E che sia affrontato seriamente il problema SERSA a tutti i livelli istituzionali , nazionale regionale e comunale , trovando le soluzioni politiche che salvino una sperimentazione che è il nostro fiore all’occhiello . Che il Comune sciolga il nodo sulle scelte legate alla scelta sulle partecipate , che i il Parlamento e la Regione siano mobilitati per liberare SERSA dai vincoli alla luce del suo essere “modello sperimentale riconosciuto”. Nell’auspicio che si mantengano le alleanze territoriali fatte in questi anni , che la società si possa muovere in maniera snella , mantenendo alti i servizi offerti non solo ai pazienti ricoverati ma anche ai cittadini e salvaguardando il personale che è un patrimonio innegabile a cui va garantito il diritto al lavoro e il riconoscimento alla raggiunta professionalità.
Irma Visalli – Segretario unione comunale Partito democratico
