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martedì, Ottobre 20, 2020
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Sul successo della lista Bottacin alla guida dell’Aci

La considerazione che voglio esprimere nasce dalla ormai prossima elezione a nuovo presidente dell’Aci bellunese del Presidente della Provincia Bottacin. A lui va il mio augurio di una proficua gestione ma è d’obbligo un approfondimento. Non entro nel merito delle competenze sportive del Presidente e sono convinto che le sue intenzioni e proposte per l’Aci saranno finalizzate ad ottenere il meglio per Belluno. L’unica pecca che rilevo è la sovrapposizione di ruoli politici e di relazioni politiche che, una volta create, sono difficilmente smembrabili.
Siamo arrivati al mese di maggio e ancora la Provincia non ha approvato il Bilancio preventivo per il 2011, strumento fondamentale di gestione, e questo nuovo incarico del Presidente mi preoccupa. Certo, non discuto che possa avere altri interessi al di fuori dell’Ente ma quale Presidente della Provincia gli fa già capo una bella massa di lavoro da portare avanti.
I sondaggi ci ricordano che la gente chiede meno politica nella società e nel conferimento di incarichi in tutti i settori.

Angelo Levis – Capogruppo I.D.V. consiglio provinciale
Elezioni all’Aci provinciale, la lista che faceva riferimento a Bottacin ha battuto quella del presidente uscente Paolo Stragà. Adesso, come anticipa qualche quotidiano locale, può capitare che proprio Bottacin sia chiamato a guidare quest’ organismo. Lasciando correre la feroce battaglia preelettorale, combattuta tra i contendenti, e riconosciuto il diritto a ciascuno di poter coltivare le proprie passioni, non deve essere tralasciato un interrogativo che ogni cittadino si può porre e rivolgere proprio a Bottacin sulle motivazioni di una scelta simile destinata, in ogni caso, a sottrarre
attenzione e impegno alla carica istituzionale riguardante l’amministrazione provinciale. Osservata dall’esterno, la questione assume, infatti, il significato dell’allontanamento da responsabilità ben più decisive derivanti dalla guida di un’entità come quella bellunese carica di problemi rilevanti perché derivanti dal vivere in un territorio dalle fortissime e difficili complessità che pretendono capacità ed elaborazioni che in questi ultimi due anni, e oltre, non sono mai state dimostrate Ma c’è sicuramente di più e di peggio perché valutata dall’esterno, la macchina provinciale appare davvero
inceppata se non addirittura ferma come se mancasse sia del propellente sia della guida. Allora se quello che dovrebbe essere il suo pilota avesse trovato la sua strada s’accomodi pure a guidare in esclusiva l’ACI.
Eugenio Padovan

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