Si è svolta oggi pomeriggio (giovedì 12 maggio) la doppia riunione (divisi i rappresentanti dell’alto e del basso Bellunese) convocata da Palazzo Piloni, ente chiamato a coordinare l’intero territorio, per affrontare l’emergenza profughi. Gianpaolo Bottacin, presidente della Provincia di Belluno: «I sindaci hanno condiviso la scelta di adottare la strategia della accoglienza diffusa. Ora la verifica della disponibilità di alloggi». Alla riunione organizzata da Palazzo Piloni sull’emergenza profughi hanno partecipato tutti gli enti interessati, dai sindaci alla Prefettura, dalle Ulss alle Comunità Montane, alle Diocesi.
«Alla strada di un unico grande centro di accoglienza, abbiamo preferito quella di una distribuzione sul territorio di chi arriverà sulle nostre montagne – ha spiegato Bottacin – . Ho quindi chiesto ai presenti di verificare le rispettive disponibilità, seguendo una sorta di classifica di preferenza: dapprima valutare quali siano le strutture pubbliche in grado di dare accoglienza, poi quelle private ad uso collettivo ed infine le realtà private famigliari».
«I sindaci mi faranno sapere quanto prima le caratteristiche degli alloggi atti ad ospitare i profughi e poi quali siano le associazioni disponibili a garantire un servizio a queste persone – ha continuato Bottacin – . Non dobbiamo dimenticare, infatti, che – oltre ad un tetto – queste persone hanno bisogno di cibo ed assistenza».
«Ancora non si è parlato di numeri, ma è bene essere pronti ed avere un piano efficace per affrontare la questione quando i profughi arriveranno. Tutti sono chiamati a fare la propria parte, secondo le proprie capacità», ha concluso il capo di Palazzo Piloni.
