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sabato, Gennaio 28, 2023
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Scoperchia il buco di 50 milioni di euro di Bim Gsp e ora lo vogliono mandare a casa. Bottacin: «Tutto fa pensare ad un asse Pdl – Pd…»

Gianpaolo Bottacin

«Mi domando se non si sia creato un asse fra il Popolo delle Libertà ed il Partito Democratico per mandare a casa la Provincia». Questo il commento del presidente di Palazzo Piloni, Gianpaolo Bottacin, dopo gli attacchi al suo indirizzo da parte degli alleati e dell’opposizione. «Vogliono che vada a casa? Poco male, la Lega Nord è pronta anche a correre da sola». Così Gianpaolo Bottacin, dopo che da più fronti partitici sono giunti attacchi all’ente che sta governando da quasi due anni. «Il Pdl ha chiesto una verifica sui programmi – ha spiegato Bottacin – . Un’iniziativa che appare quantomeno ambigua, visto che nasce proprio mentre sto chiedendo una verifica dei bilanci del Bim Gsp: un “attacco alla diligenza” del Pdl, come ha detto qualcuno, anche se è semplicemente il mio dovere». «Sull’altro fronte, ma sempre in tema di Gsp, anziché criticare l’operato di chi guida la Spa, il Partito Democratico attacca anch’esso la Provincia. Diciamo pure che sono incuriosito da questo meccanismo…», ha commentato il capo di Palazzo Piloni.
«Ho saputo, poi, che l’opposizione di centro-sinistra lamenta un ritardo nell’approvazione del bilancio provinciale – ha proseguito il presidente – . Abbiamo voluto e dovuto aspettare il documento regionale, altrimenti avremmo fatto i conti senza l’oste. Senza il piano approvato da Ferro Fini la scorsa settimana, in Consiglio provinciale avremmo parlato di aria fritta: a me non interessano le passerelle tanto care a chi mi ha preceduto». «Ricordo, inoltre, che stiamo gestendo un ente che ha subito forti tagli su tutti i fronti – ha proseguito Bottacin – . Eppure stiamo tenendo dritta la rotta, nonostante una situazione drammatica che non si era mai fatta sentire in passato. Nonostante questo, sulle nostre montagne aumentano i turisti (in calo fino al 2009), grazie ad una promozione soprattutto fuori provincia; si dà impulso al lavoro con una serie di iniziative, non ultima quella di “Occupabilità oltre la crisi”; si colmano lacune inaccettabili per un territorio come il nostro, in primis l’approvazione dei Piani di Protezione Civile, che nel giro di due anni sono passati da tre a sessantadue».

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