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domenica, Settembre 20, 2020
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A carnevale il treno scoppia. Bond: “Fate e arlecchini a piedi. Cernevale da incubo e non è uno scherzo”

“Se era uno scherzo di Carnevale, è stato davvero di pessimo gusto”. L’ennesimo disservizio di Trenitalia ha i volti basiti e arrabbiati dei tanti viaggiatori che questa mattina sono rimasti letteralmente a piedi sulla linea Venezia-Belluno, ancora una volta autentica via crucis della viabilità ferroviaria veneta. Le segnalazioni al consigliere regionale Dario Bond, che da tempo si sta occupando dei disagi dei pendolari, sono arrivate fin dalle prime ore del mattino. Il treno delle 7,32 da Belluno per Venezia è partito già pieno, complici i tanti ragazzi diretti in laguna per festeggiare il Carnevale.
Tra Ponte nelle Alpi e la stazione per l’Alpago la situazione è precipitata, tanto che in Alpago alcuni pendolari sono rimasti a terra. Tra questi, una famiglia con bambini mascherati a seguito, una coppia con trolley e alcuni studenti.
A Vittorio Veneto il collasso: quasi nessuno è riuscito a salire sul treno, nonostante gli inviti di un imbarazzatissimo capotreno a “fare spazio”. C’è chi fotografa la bolgia con il videofonino, chi estrae la digitale. E’ il caso di una ragazza: “Continuo a fare segnalazioni, ma stamattina è il colmo dei colmi”.
Stesso copione a Conegliano e Treviso, dove sono rimasti a terra gnomi, api, arlecchini e preti improvvissati. Tutti con un palmo di naso.  “E alla muraglia umana”, riferisce Bond, “si è aggiunta mezz’ora di ritardo”. E’ andata meglio sulla tratta Belluno-Feltre-Venezia, dove il ritardo è stato più contenuto e i passeggeri sono rimasti a terra “solo” – ma si fa per dire – da Treviso in poi.
Anche questa segnalazione, come le altre, sarà inserita nella lettera che il consigliere del Pdl invierà all’assessore regionale Renato Chisso. Lettera che prenderà in considerazione anche altre tratte, come la Venezia-Verona, dove giovedì sera un Vivalto – i treni a due piani  di nuova generazione – si è trasformato in una discoteca con luci che continuavano ad accendersi e a spegnersi. E’ servito un intervento tecnico a Mestre, che peraltro, raccontano i viaggiatori, non è stato risolutivo. “Mi auguro che per domani, martedì grasso, non ci siano altri scherzi”, conclude il capogruppo del Pdl, che nei giorni scorsi aveva auspicato una sanzione nei confronti della società che gestice il trasporto. “Spero che Trenitalia possa prevedere qualche vagone in più. Non servono grandi cose per rendere più dignitoso il viaggio di quelle migliaia di veneti e non solo che ogni giorno si muovono in treno”.

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