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lunedì, Marzo 1, 2021
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Nuovo piano di tutela delle acque, problemi per le imprese

L’entrata in vigore dal prossimo 8 dicembre del nuovo piano di tutela delle acque sta creando non pochi problemi alle attività produttive. Ad evidenziarlo con una nota inviata in questi giorni alla Segreteria Regionale per l’Ambiente e per conoscenza alla provincia di Belluno è l’Associazione Provinciale Piccola Industria e Artigianato che sottolinea come l’articolo 22 delle Norme tecniche di attuazione del Piano stesso preveda al comma 4 che – nelle reti fognarie servite dai sistemi di trattamento primari indicati al comma 2, [vasche di tipo Imhoff] di potenzialità inferiore alla soglia S, [zona montana 500 abitanti equivalenti] è ammesso lo scarico delle sole acque reflue domestiche o assimilate o di acque provenienti da servizi igienici anche annessi ad attività produttive o di servizi -. “Questo significa – fa notare il responsabile del servizio ambiente dell’APPIA Lino Viel – che dal prossimo 8 dicembre, le attività  fino ad ora regolarmente autorizzate per lo scarico in fognatura dei reflui che derivano dal ciclo produttivo rispettando i limiti previsti dalle normative vigenti, nel caso in cui le fognature siano collegate ad una fossa Imhoff, non lo potranno più fare.
La conseguenza è che le imprese, che hanno l’autorizzazione in fase di rinnovo, si vedono rilasciare la nuova autorizzazione solo fino al giorno 8 dicembre 2010. Dopo tale data dovranno chiudere lo scarico, richiedere una nuova autorizzazione e saranno obbligate ad interventi complessi e costosi dovendo rispettare limiti di scarico molto più impegnativi nel caso i reflui vengano scaricati su corsi d’acqua o sul suolo, oppure attivare un nuovo collegamento con fognature che non recapitino su fosse Imhoff.”  Naturalmente le imprese dovranno attendere la nuova autorizzazione prima di riattivare lo scarico e, fino al rilascio saranno costrette ad interrompere l’attività produttiva con pesanti danni economici facilmente intuibili. “Una situazione che non è sostenibile considerato anche il difficile momento congiunturale che sta vivendo l’imprenditoria locale ed è per questo, puntualizza il direttore dell’APPIA Maurizio Ranon, che abbiamo richiesto alla regione Veneto di concedere almeno un anno  di proroga per ottemperare a tale obbligo, permettendo alle imprese interessate di procedere sia alla richiesta di nuova autorizzazione da presentare agli organi competenti che alla effettuazione dei lavori necessari ad eseguire le nuove opere.”

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