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Ultimi 6 mesi per raccogliere 1 milione e mezzo. O la Banca di credito cooperativo Belluno-Feltre non aprirà

«Ciascuno raccoglie ciò che semina. Se non ci impegniamo di più, evitiamo di disperdere il nostro patrimonio di conoscenze e esperienze e cerchiamo almeno di metterlo a frutto, sempre e solo per la nostra stanca comunità, in banche altrui», Giorgio Azzalini alla Banca di credito cooperativo (Bcc) Belluno-Feltre ci crede ma ieri ha lanciato l’appello per convincere anche gli ultimi. «pensare che mancherebbero solo una trentina di soci danarosi e solidali e per Natale si potrebbe iniziare con la burocrazia per costituire la Bcc ad aprile. È un’opportunità da non perdere, altrimenti Belluno rimarrà una Cenerentola come in tanti altri campi». Oggi Belluno e Feltre ospiteranno il presidente delle Bcc del Veneto, Amedeo Piva che con Massimo Malvestio presenteranno le Banche di credito cooperativo. Alle 18 al Giovanni XXIII a Belluno, alle 21 a Feltre. Che sono 44 in Veneto, 49 in Trentino. Ieri il sindaco di Sovramonte, Armando Scalet, ha ricordato che «l’impegno che il comitato chiede ai bellunesi è eticamente motivato, perché parte da una tradizione che ci appartiene fin dall’800», quello della solidarietà e del risparmio. Sono 1098 i sottoscrittori e circa tre milioni e mezzo di euro raccolti. Il progetto per fare nascere la Banca di credito cooperativo di Belluno e Feltre è a metà dell’opera. Un’idea di banca che finora ha convinto sia famiglie di semplici risparmiatori sia alcune realtà importanti come Unione Artigiani, Appia e Lattebusche.  Ma non ci sarà nessuna Banca di credito cooperativo se entro il 23 aprile 2011 non sarà garantito il capitale sociale di cinque milioni di euro. Il termine è stato fissato dalla Consob che ha già concesso una deroga. Per questo gli avvocati Giorgio Azzalini ed Enrico Gaz, che fanno parte del comitato promotore, chiedono a quanti sono interessati di farsi avanti. Il tempo stringe e l’opportunità per rilanciare i concetti di identità e comunità anche nel capo creditizio è unica. «Le quote vanno da cento a cinquantamila euro». Solo se il progetto andrà in porto, il 23 aprile si metterà in moto il meccanismo per effettuare i versamenti. Qui nessuno diventa padrone della banca perché investe più denaro, tutti sono soci alla pari ed è per questo che l’interesse della banca si rispecchia nell’interesse dell’area dove opera». Le sottoscrizioni possono essere fatte da chi risiede o lavora nei comuni di Belluno e Feltre, nonché nei comuni confinanti: «Siamo convinti della bontà del progetto, della possibilità di una futura espansione ad altre zone della provincia e dell’importanza di una banca che reinveste l’utile nelle aree in cui opera e ne riserva parte per la beneficenza».  Il comitato promotore ha sede a Feltre in via Roma 10 e a Belluno in via Fantuzzi. Chi vuole sottoscrivere delle quote può anche rivolgersi all’Appia o all’Unione Artigiani.

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