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lunedì, Gennaio 30, 2023
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Circuito di Mel, business o pubblica utilità: storia di un progetto approvato, di un palleggio di responsabilità, e di un esproprio impopolare

Il sindaco di Mel ha manifestato, via lettera, il suo pieno appoggio al progetto della Provincia di Belluno di realizzare un centro di guida sicura nel suo Comune. Un intervento che contempla anche l’obiettivo della sicurezza stradale, e che quindi – secondo la Provincia –  non può che essere ritenuto di elevata utilità pubblica. Ma c’è un problema, l’area in cui dovrebbe sorgere il circuito è di un privato cittadino e quindi delle due l’una: o si cambia tracciato, oppure, se l’interessato non ne vuole sapere di cedere la proprietà, occorre che il Comune di Mel attivi la procedura di esproprio. Sempre che ritenga davvero l’opera di pubblica utilità. Perché forse è questo il nodo da sciogliere. «Era stata proprio la Provincia di Belluno a chiedere al Comune di Mel quale fosse la sua posizione in merito – afferma il presidente Bottacin – e ora, è lo stesso sindaco che ci chiede se siamo favorevoli ad un’opera che è di pubblica utilità? Trovo curioso un simile atteggiamento – prosegue Bottacin – quella del centro è una nostra iniziativa, è noto a tutti. Allo stesso modo, appare paradossale l’appoggio al progetto da parte dell’Amministrazione di Mel, che però ora dice di non voler procedere. Il sindaco può dare il via all’intero iter, semplicemente procedendo all’esproprio per pubblica utilità». «Io stesso confido in un accordo con il proprietario di quell’unico piccolo pezzo di terra che, però, tiene in sospeso la realizzazione del circuito – ha proseguito il presidente – . Non vorremmo trovarci costretti a dover modificare il tracciato, allungando così i tempi burocratici per la realizzazione del centro. Il sindaco di Mel ben conosce l’intero progetto e ne ha intuito appieno la portata e la valenza che esso potrà avere per il suo territorio, a beneficio dell’intera cittadinanza». Ha concluso Bottacin: «Invito dunque il sindaco a dare seguito alla sua volontà di sostenere la realizzazione del centro di guida sicura, attuando quanto nelle sue possibilità perché il progetto non rimanga in un cassetto: stiamo parlando di un’opera che sarà utile all’intera realtà bellunese».

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