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giovedì, Giugno 24, 2021
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Sede Unesco: se chi ben comincia è a metà dell’opera!

Il sospetto c’era e la realtà è più grave delle preoccupazioni legittime.
Ci risiamo, dopo il “travagliato parto”per la scelta e nomina del segretario, anche la scelta del luogo dove ubicare la seda della neonata Fondazione UNESCO diventa un problema. Le metodologie di lavoro usate dall’amministrazione Bottacin nelle prime e vere importanti decisioni riguardanti la Fondazione lasciano a desiderare. Se è pur vero che trattasi comunque di scelte importanti, si deve però evidenziare che queste prime decisioni sono essenzialmente strutturali. Mi vien da pensar male quando si dovranno affrontare le questioni ben più importanti ossia i progetti di contenuto, valorizzazione, conservazione e opportunità che tale riconoscimento deve portare con sé. Già in consiglio provinciale l’opposizione aveva espresso la propria preoccupazione alle poche idee di questa amministrazione su tale tematica. A questo si è aggiunto anche il cambio di gestione del referato al turismo (prima di competenza di Toscani ora consigliere regionale) che inevitabilmente ha comportato ulteriori perdite di tempo. Insomma, tutta una serie di circostanze che ad un anno e mezzo dal riconoscimento Unesco vedono la Fondazione ancora in fase di allestimento.
Personalmente credo che le discussioni che stanno nascendo sulla ubicazione della sede siano una sorta di “guerra tra poveri”. Riconosco però come legittima l’aspirazione di tanti Comuni ad ospitarla giacché interessati dalla nota informativa inviata dalla Provincia al principio di questa vicenda.
Personalmente credo che tale sede debba essere ubicata in quelle che ormai in gergo vengono chiamate “terre alte”. Le giustificazioni a tale ubicazione sono molteplici ma per farla breve ne cito solo una. In questo momento storico di trasformazioni dell’apparato burocratico del nostro paese con le legittime richieste di decentramento, sarebbe opportuno che anche noi non facessimo l’errore di concentrare tutto “al centro” ma riconoscessimo a quelle zone “più periferiche”appunto le giustificate aspettative.
Angelo Levis
Capogruppo I.D.V. consiglio provinciale

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