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L’ultimo saluto ai 4 alpini caduti: la mattina alla Caserma Salsa e nel pomeriggio la cerimonia in cattedrale

Caserma Salsa Belluno
Caserma Salsa Belluno

La giornata alla caserma Salsa di Belluno per i militari del 7° reggimento Alpini è cominciata questa mattina (martedì 12) con il saluto verso il tricolore a mezz’asta. Alle 10.15 la sala-cinema si è cominciata a riempire per la visione in diretta dei funerali solenni dalla basilica di Santa Maria degli Angeli di Roma. Già dalle prime battute, l’aria suonata della banda di Roma, che eseguiva Signore delle Cime, ha suscitato le prime deboli lacrime tra i colleghi di Sebastiano, Marco, Francesco e Gianmarco. Lacrime che si sono tradotte in un dolore composto e un silenzio assordante. Circa un centinaio gli alpini che hanno dato l’ultimo saluto ai commilitoni da Belluno. «Il nostro spirito, ancorché provato è sempre molto forte», ha rassicurato il tenente colonnello Salvatore Lentini, capo ufficio logistico del reparto. «Oggi siamo circa un centinaio. Oltre ai militari che sono andati a seguire i funerali solenni per la scorta d’onore ai feretri, quattro gruppi di alpini sono andati nelle città natale dei quattro ragazzi per accoglierli dopo il funerale». Il mondo militare si è dimostrato una grande famiglia che ha invocato tacitamente le parole di Bepi de Marzi «Signore delle cime, su nel Paradiso lasciali andare per le tue montagne». Quando è suonato il Silenzio fuori ordinanza, durante il funerale, i militari del 7° si sono alzati sull’attenti e hanno detto addio ai propri amici e colleghi. Forte emozione e evidente partecipazione tra gli alpini di Belluno hanno suscitato la “preghiera del bambino afghano”, recitata al termine dell’omelia dall’ordinario militare Vincenzo Pelvi e la “preghiera dell’alpino”. «Vieni, soldato italiano, rendi le nostre strade di pace e non di guerra. Non ho casa, né pane né sorriso. Vieni soldato italiano amico dei bambini afghani», recitava una parte della prima. Ma è stata la preghiera dell’alpino ad accarezzare il ricordo dei quattro commilitoni: «Dio onnipotente, salva noi, armati come siamo di fede e di amore. Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta, dall’impeto della valanga, fa che il nostro piede posi sicuro sulle creste vertiginose, sulle ritte pareti, oltre i crepacci insidiosi». Al termine della cerimonia il tenente colonnello Lentini, ha ricordato che «sono stati già selezionato altri cinque militari che andranno a ricoprire il posto di Sebastiano, Marco, Francesco, Gianmarco e Luca, che essendo ferito non può ancora prestar servizio in pieno». Dall’Afghanistan, da Bakwa, il colonnello Paolo Sfarra «ci ha riferito che tutto il personale ha reagito e si sta riprendendo bene». Sempre dall’Afghanistan li ricorda un capitano, Mauro Da Corte. «Ho avuto l’onore di comandare la 269^ compagnia controcarri del battaglione alpini Feltre del 7° Alpini per più di due anni dal luglio 2007 al novembre 2009, condividendo missioni operative, addestramento e momenti di vita quotidiana con militari professionali e capaci, ma soprattutto con ragazzi speciali come pochi ce ne sono oggi. Gianmarco, Sebastiano, Francesco e Marco erano giovani di quella specie che mi piacerebbe ricordare dandogli del tu, come usa ogni tanto tra il comandante di compagnia e gli Alpini più giovani.» Belluno ha omaggiato i quattro alpini fermandosi un minuto.
Lutto cittadino anche a Feltre e Pieve di Cadore. Sui negozi di Belluno sono apparsi dei cartelli ad indicare la partecipazione dei locali pubblici al lutto cittadino. In alcune zone della città, soprattutto vicino alla caserma Salsa da dove il 7° è partito per l’Afghanistan, sono apparsi alle finestre i tricolori, come aveva chiesto il sindaco di Belluno Prade. Al centro commerciale La Veneggia alle 10.30, orario dell’inizio dei funerali solenni, tutti i negozi hanno abbassato le saracinesche e, dopo il messaggio profferito dagli altoparlanti del centro, hanno osservato il minuto di silenzio. Sempre alle 10.30 esatte, nelle scuole bellunesi è stato osservato un minuto di silenzio, mentre sono state esposte in tutti gli istituti scolastici le bandiere a mezz’asta, o dei drappi neri in segno di lutto. Chi lo vorrà potrà firmare il libro delle condoglianze, che è stato allestito in Prefettura dopo la celebrazione della messa del vescovo di ieri. Un messaggio di pace, quello di Mons. Giuseppe Andrich indirizzato agli impegni internazionali in cui sono coinvolti «gli alpini della Julia, del 7°. La speranza è armare la ragione al di là di ogni emotività». La cattedrale di Belluno era gremita di persone, molti i sindaci e i labari dell’Ana e le altre associazioni combattentistiche d’arma di tutto il Veneto.
Federica Fant

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