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lunedì, Marzo 16, 2026
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La doppia faccia della Lega, di Irma Visalli

Irma Visalli
Irma Visalli

Da quanto si legge dalla cronaca regionale Il vice sindaco Colle firma un ordinanza perché i cittadini espongano la bandiera tricolore in occasione della messa a suffragio delle vittime in Afghanistan  e il capogruppo Serafini (Orso Grigio) e il consigliere Paolo Costa si oppongo argomentando  con sproloqui sul senso  (o non senso) della bandiera italiana, sul suo valore  e sul loro sentire “l’amor di patria”. Peccato che poi sono quelli che stanno sul territorio ad omaggiare il lavoro che ogni giorno fanno gli alpini. Che sfilano con le penne e le medaglie sul petto alle marce  dei raduni nazionali. Sono morti quattro ragazzi che  non vogliono sentirsi chiamare eroi. Come non volevano sentirsi chiamare cosi i nostri morti del soccorso alpino Non sono diversi  dai tanti che  muoiono  tutti i giorni sul lavoro , facendo il proprio mestiere. Come muoiono i volontari delle organizzazioni internazionali e i missionari laici e religiosi.  La morte è una livella che non fa salire e scendere il valore di ogni sacrificio, né che priva la politica della propria responsabilità, che si tratti di sicurezza nei cantieri o di sicurezza nelle missioni di pace all’estero.  Ma non si può nascondere che quando si  sceglie il “servizio” come mestiere ,  quando si muore per “servire” l’Italia  e si è come bracci operanti  di quel bene  comune  di cui tutti i governanti si riempiono la bocca (in primis la Lega ),  sia giusto fare emergere  forte il senso del la gratitudine  e del  riconoscimento  collettivo , il quale si esprime  anche  attraverso il principale   simbolo  dei  nostri principi costituzionali  : la bandiera italiana.  Se la Lega si sente estranea tutto ciò non dovrebbe stare seduta tra i banchi del nostro Parlamento  né nelle istituzioni che hanno la costituzione italiana come primo regolamento. Ma visto che ci sono, in alcuni momenti farebbero meglio a stare in silenzio. Rispettare il popolo, anziché  tentare di intontirlo con sterili revisioni storiche di Garibaldi. Abbiano il rispetto di chi quella bandiera ce l’ha sulle proprie uniformi, civili e militari, rispettino gli alpini che  sotto quel simbolo hanno salvato vite  durante tutte le tragedie nel nostro territorio e oggi sono nel mondo a  lavorare per ripristinare pace  e democrazia.
Tacciano, almeno per oggi!
Irma Visalli – Segretario dell’Unione comunale del Partito Democratico  di Belluno

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