
Da quanto si legge dalla cronaca regionale Il vice sindaco Colle firma un ordinanza perché i cittadini espongano la bandiera tricolore in occasione della messa a suffragio delle vittime in Afghanistan e il capogruppo Serafini (Orso Grigio) e il consigliere Paolo Costa si oppongo argomentando con sproloqui sul senso (o non senso) della bandiera italiana, sul suo valore e sul loro sentire “l’amor di patria”. Peccato che poi sono quelli che stanno sul territorio ad omaggiare il lavoro che ogni giorno fanno gli alpini. Che sfilano con le penne e le medaglie sul petto alle marce dei raduni nazionali. Sono morti quattro ragazzi che non vogliono sentirsi chiamare eroi. Come non volevano sentirsi chiamare cosi i nostri morti del soccorso alpino Non sono diversi dai tanti che muoiono tutti i giorni sul lavoro , facendo il proprio mestiere. Come muoiono i volontari delle organizzazioni internazionali e i missionari laici e religiosi. La morte è una livella che non fa salire e scendere il valore di ogni sacrificio, né che priva la politica della propria responsabilità, che si tratti di sicurezza nei cantieri o di sicurezza nelle missioni di pace all’estero. Ma non si può nascondere che quando si sceglie il “servizio” come mestiere , quando si muore per “servire” l’Italia e si è come bracci operanti di quel bene comune di cui tutti i governanti si riempiono la bocca (in primis la Lega ), sia giusto fare emergere forte il senso del la gratitudine e del riconoscimento collettivo , il quale si esprime anche attraverso il principale simbolo dei nostri principi costituzionali : la bandiera italiana. Se la Lega si sente estranea tutto ciò non dovrebbe stare seduta tra i banchi del nostro Parlamento né nelle istituzioni che hanno la costituzione italiana come primo regolamento. Ma visto che ci sono, in alcuni momenti farebbero meglio a stare in silenzio. Rispettare il popolo, anziché tentare di intontirlo con sterili revisioni storiche di Garibaldi. Abbiano il rispetto di chi quella bandiera ce l’ha sulle proprie uniformi, civili e militari, rispettino gli alpini che sotto quel simbolo hanno salvato vite durante tutte le tragedie nel nostro territorio e oggi sono nel mondo a lavorare per ripristinare pace e democrazia.
Tacciano, almeno per oggi!
Irma Visalli – Segretario dell’Unione comunale del Partito Democratico di Belluno
