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l 55% di detrazione fiscale per la riqualificazione energetica va prorogato. A chiederlo sono le imprese del settore

Moreno De Col
Moreno De Col

Forte preoccupazione viene espressa dalle imprese associate all’APPIA nei settori dell’edilizia, dell’impiantistica e per quelle che producono beni e materiali collegati all’efficienza energetica per la possibile mancata proroga della detrazione fiscale del 55% a favore dei contribuenti che effettuano interventi di riqualificazione energetica sugli edifici esistenti. “ Mancano tre mesi alla scadenza dell’agevolazione ma, malgrado le sollecitazioni, non si  è ancora in grado di sapere – fa notare il presidente dell’Associazione Moreno De Col – se ci sarà la proroga anche per il 2011 e in quale misura percentuale. Eppure l’analisi costi/benefici recentemente effettuata dall’istituto Cresme depone a favore del mantenimento dell’agevolazione”. Nel quadriennio 2007/2010 si è avuto un investimento da parte dei contribuenti pari a 11, 7 miliardi di euro che comporteranno per l’erario un mancato gettito stimato in 6,4 miliardi. A fronte di queste minori entrate va però fatto notare che gli interventi di riqualificazione determinano un risparmio di energia pari a 2,3 miliardi di euro a cui sommarne altre 3,3 di gettito aggiuntivo tra IVA, Irpef e Ires delle aziende e dei professionisti coinvolti. Se a questi aggiungiamo 3,8 miliardi attribuibili all’incremento dei valori immobiliari otteniamo una cifra di 10,3 miliardi di euro che è di gran lunga superiore al mancato gettito. Bisogna infine tenere conto che, questa sorta di bonus verde, ha creato dei benefici di difficile quantificazione ma comunque consistenti come il mantenimento dell’occupazione, l’emersione del sommerso, la nascita o il consolidamento di nuove imprese legate alla green economy.“ Si tratta insomma di un bilancio positivo, conclude De Col, che potrebbe essere ulteriormente migliorato se venissero accolte le osservazioni da tempo avanzate quali la semplificazione delle procedure per produrre la documentazione e la modifica del limitato periodo di detrazione introdotto dal 2009 con conseguenti difficoltà di rientrare, in cinque anni, delle spese sostenute. Le fibrillazioni politiche di questi ultimi mesi  fanno male all’economia reale, ritardano decisioni importanti come questa, che il sistema imprenditoriale ha bisogno di vedere confermata per programmare il lavoro del prossimo anno o delle scelte che, in caso negativo, necessariamente dovranno essere prese anche in termini occupazionali”.

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