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domenica, Novembre 29, 2020
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Il sindaco nasconde le fratture interne al centrodestra attaccando l’opposizione

Passata la burrasca Prade alza la voce. Ma evita accuratamente di farlo con i suoi alleati, quelli che l’anno messo ko per 20 giorni, perché sa benissimo che così facendo potrebbe riattizzare le braci del dissidio che covano ancora sotto la cenere cosparsa da Paniz e probabilmente divamperanno prima della fine del suo mandato. E dunque traguarda il suo bersaglio sulla sponda opposta, quella dell’opposizione. Che accusa di “fuoco concentrico sull’Amministrazione, accusata di spartizione di poltrone, di accordi sottobanco e di essere in preda a una crisi infinita. Risponderò con i fatti – scrive Prade in una nota – Quando ho iniziato a fare il Sindaco, Mobel, Nis e Multibel erano tre società comunali con ognuna un consiglio di amministrazione composto da tre consiglieri. Adesso le società sono solo due, Bellunum e Nis. Ma siccome ci piace fare le cose per bene, abbiamo anche eliminato i Consigli di Amministrazione – storicamente funzionali alla spartizione delle poltrone – e fatto il Presidente unico. Di Ermanno Gaspari e di Walter De Barba, il primo in carica mentre il secondo ha lasciato per ragioni personali, ho raccolto in città valutazioni buone, quando non entusiasti. Dolomitibus e Sersa, poi, sono due società dove il Comune di Belluno ha posizioni diverse. Nella prima abbiamo una quota di minoranza ma importante, mentre la seconda, assieme all’ULSS1, è il braccio operativo delle nostre politiche sociali. In queste – ma è un criterio di ordine generale che vale per tutte le società – abbiamo nominato e nomineremo persone che godono della nostra fiducia. Non abbiamo chiesto il permesso alla minoranza per farlo allora né lo chiederemo alle prossime occasioni. Per me  – conclude Prade – vale un principio, che è questo: il giudizio sugli Amministratori che abbiamo nominato è il giudizio sui loro risultati, e quelli della Bellunum, della Nis, della Sersa e della Dolomitibus sono sotto gli occhi di tutti”.  Pare tuttavia che nemmeno la sua maggioranza esultasse per le ultime nomine fatte dal sindaco. Un nome per tutti, Vescarelli alla Sersa, scelta ampiamente contestata dai suoi, non dalle opposizioni. Eppoi, per dirla tutta, le società municipalizzate sono imprese a capitale pubblico che lavorano in regime di monopolio a rischio zero. La DolomitiBus gode di finanziamenti della Provincia per il servizio pubblico reso ai cittadini. E la Sersa, che certamente rappresenta un ottimo connubio pubblico-privato, Prade l’ha ereditata dalla giunta De Col, a cui va riconosciuto il merito. E indipendentemete dal politico di turno piazzato, ha sempre dato buoni risultati.

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