Le Olimpiadi sono state presentate come un’opportunità straordinaria per il Veneto e per le aree montane, ma la realtà è ben diversa. Le zone montane più fragili sono rimaste tali e sulla regione è calata l’ombra del debito milionario da saldare.
Tiziana Basso, segretaria generale Cgil Veneto: “Nell’attesa di conoscere l’ammontare esatto del debito che la Regione Veneto e il Comune di Cortina dovranno saldare, è necessario specificare che qualunque sia la cifra accantonata si tratta comunque di soldi sottratti ad ambiti di cui si aveva realmente necessità, primi tra tutti welfare, sanità pubblica ed emergenze sociali. Resta poi il nodo del futuro mantenimento di strutture come la pista da bob: come Cgil Veneto non permetteremo che errori gestionali, scelte opache o lievitazioni incontrollate dei costi ricadano sulla collettività.”

Denise Casanova, Segretaria generale Cgil Belluno: “Da queste Olimpiadi la montagna non è uscita vincitrice: nonostante la spesa pubblica imponente, restano irrisolti problemi e fragilità che denunciamo da tempo della viabilità nel Comelico. Siamo ancora in attesa del completamento della variante di Longarone sperando che quest’opera porti qualche beneficio perché fino ad ora, ad esclusione di Cortina e dei comuni limitrofi, il resto del bellunese e soprattutto le terre alte non hanno avuto alcun ritorno significativo. Restano i trasporti pubblici inadeguati, servizi sociosanitari insufficienti, spopolamento, precarietà occupazionale, emergenza abitativa. La montagna non vive di solo turismo e necessita di attenzione e servizi ai residenti tutto l’anno.”
