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Roccon sollecita una delibera dei Comuni affinché la gestione dell’acqua non finisca ai privati

Gestione Servizi Pubblici lancia un appello a tutti i propri soci, i Comuni: ‘Confermate, con apposito atto deliberativo della giunta, l’intenzione già manifestata nel 2003 di mantenere la governance del servizio idrico integrato completamente in mano pubblica’. Lo fa con una richiesta inviata oggi all’attenzione di tutti i sindaci. L’appello giunge in vista della possibile e prossima conversione in legge di un decreto che dà la possibilità, ai capitali privati, di accedere nella gestione dei servizi pubblici, secondo quanto disposto dalla normativa europea. ‘In questo momento di generale agitazione e confusione opinionistica – spiega Franco Roccon presidente di Gestione Servizi Pubblici – dove organismi di varia natura promuovono la facile, ma improduttiva, protesta popolare contro possibili leggi nazionali di recepimento delle direttive europee, riteniamo doveroso riportare l’attenzione dei nostri amministratori sulla reale situazione. Quanto si poteva fare per tutelare il mantenimento della governance in mano completamente pubblica ed evitare la gara pubblica è stato già fatto nel 2003 – prosegue Roccon – I nostri amministratori locali scelsero, allora, l’affidamento ‘in house’, vale a dire la gestione unitaria in capo ad un’unica società a totale partecipazione pubblica’. ‘Fu una scelta coraggiosa e lungimirante – continua Roccon – fatta senza l’aiuto delle parti politiche che oggi gridano ‘Al lupo, al lupo!’. Oggi torniamo a chiedere ai nostri soci di confermare il percorso già intrapreso 6 anni fa e dare sostegno a questa formula virtuosa, di chiaro stampo autonomistico, con apposito atto deliberativo. Questa strada rappresenta, ancora oggi, l’unica valida ed utile alternativa per mantenere in loco e in mano pubblica  la gestione del servizio idrico integrato, evitando facili speculazioni privatistiche che avrebbero pesanti ricadute sia in termini tariffari che negli investimenti. Sulla bontà dell’affidamento in house e della gestione si è già espressa positivamente l’Autorità competente nell’aprile 2009: un buon biglietto da visita per proseguire nella direzione che già l’AATO ‘Alto Veneto’, i Comuni e GSP hanno intrapreso da tempo’. Legittime altre posizioni ed iniziative – prosegue Roccon – che, però, rischiano solamente di disperdere nei meandri della confusione e contrapposizione politica azioni che dovrebbero, invece, muoversi unitariamente e nella stessa direzione: la salvaguardia della governance pubblica in loco. Insomma, ‘FATTI NON PUGNETTE!’ come direbbe l’’assessore’ Cangini di Zelig interpretato dal buon Paolo Cevoli.

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