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giovedì, Settembre 24, 2020
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Bottacin attacca il presidente della Repubblica per le dichiarazioni di un mese fa ad Auronzo. Ma la sua arma è scarica

Festa provinciale della Lega questo fine settimana all’agriturismo Rio Cavalli di Sagrogna (Belluno). E’ qui che avviene l’attacco frontale del presidente della Provincia Giampaolo Bottacin contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in relazione all’episodio accaduto un mese fa ad Auronzo di Cadore. Dove un giornalista locale riesce a infilare un paio di “domande killer” al capo dello Stato sugli anacronistici privilegi ancora esistenti dei cittadini della Regione a statuto speciale Trentino Alto-Adige nei confronti dei bellunesi. Il presidente Napolitano risponde invocando la Costituzione e invitando il cronista a rileggersi la storia. Non era certo quello il contesto e il momento per polemizzare (era appena accaduto il tragico incidente con la morte dei 4 uomini del Soccorso Alpino), precisa Bottacin, che interviene ora senza peli sulla lingua. Per affermare «che sta proprio scritto nella Costituzione, all’art. 3 che non vi debbano essere cittadini di serie A e di serie B. Ed è compito del presidente della Repubblica far osservare tale principio». E’ sconcertato Bottacin, che sia proprio il capo dello Stato, cioè colui che istituzionalmente è preposto, quale massimo garante della Costituzione, ad affossare con le sue dichiarazioni qualsiasi speranza di uguaglianza, richiamandosi proprio alla Costituzione e alla storia. Ebbene, non vi è dubbio, come ha osservato un nostro collega, che a distanza di oltre 60 anni i privilegi del Trentino Alto-Adige non abbiano più ragione d’esistere. Perché è cambiato il mondo. Sorprende tuttavia l’attacco di Bottacin al capo dello Stato con la sola “arma” dell’art. 3 della Costituzione. Senza tenere conto della storia, come ha suggerito Napolitano. E cioè del Trattato di Parigi del 5 settembre del 1946 con il cosiddetto accordo De Gasperi – Gruber. Dunque un trattato internazionale laddove il presidente del Consiglio italiano Alcide De Gasperi e il ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber sottoscrivevano un accordo da dove discendono i famosi privilegi. Poi rafforzatisi nel 1971 con una ulteriore autonomia concessa a Trento e Bolzano. Tutto si può fare, intendiamoci. E allora, anziché sparare sul capo dello Stato, se veramente sta a cuore la soluzione degli ingiustificati privilegi di Trento e Bolzano, i parlamentari europei vicini a Bottacin, vicini al Veneto, vicini ai bellunesi, si preoccupino di rivedere quel trattato internazionale. E poi, eventualmente, chi vorrà potrà ritentare la carica…

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