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venerdì, Settembre 25, 2020
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Un invito ai leghisti bellunesi da Paolo Bampo

“Aiuto!! Per favore, qualcuno dica a Bossi (la prossima volta che verrà  in provincia) di lasciare perdere il discorso di rendere obbligatoria la lingua veneta. – scrive l’onorevole Paolo Bampo leader del Partito Autonomista Bellunese (PAB) Fronte Indipendentista Separatista del Veneto (FIS) in relazione all’estemporanea proposta della Lega di introdurre l’insegnamento della lingua dialettale nelle scuole – La tutela delle espressioni linguistiche (dialetti ed idiomi)  va benissimo – prosegue Bampo – se si intendono tutte: dal ladino allo zoldano, dal comeliano allo “scapelament de’ conza”…ma rendere obbligatorio a Belluno come a Padova o Verona, il veneziano:…mai! Se proprio dobbiamo imparare una lingua scegliamocene una che possa esserci utile nella vita: inglese, tedesco o cinese che sia,  purchè non sia quella lingua “slimega e strascinata” del veneziano che solo Goldoni ha esaltato, ma che così poco è gradevole alle nostre orecchie. Da venetista ricordo che noi indipendentisti vogliamo uno Stato Veneto libero e separato da Roma, ma altrettanto federale ed impostato su sette province autonome tutte di pari dignità. Il veneziano  o comunque la lingua definita “veneto”, non può essere un elemento su cui fondare le battaglie indipendentiste. Se gli americani, figli sì di genti inglesi, ma anche di  genti di altri Paesi, dopo la guerra d’indipendenza dall’Inghilterra scelsero (nonostante tutto) appunto  l’inglese come  lingua nazionale  del nuovo Stato, (nonostante proprio  gli inglesi fossero stati i nemici), allora anche noi veneti, se un giorno riuscissimo a liberarci degli italici pesi, potremo ben tenerci l’italiano come lingua ufficiale. Non dovremo così  rimetterci sui libri per imparare una lingua, se non posticcia, quantomeno da noi disimparata. Cerchiamo di fare le battaglie vere,quelle di sostanza, non quelle simboliche e, comunque, sbagliate”.

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