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martedì, Settembre 29, 2020
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L’assessore Oscar De Bona: «Trovare subito una soluzione per badanti e famiglie»

Per l’assessore regionale ai Flussi migratori, Oscar De Bona, non ha importanza quale termine venga usato: «Che si chiami moratoria o regolarizzazione – afferma – quello che conta è trovare un modo per dare tranquillità sia alle badanti che sono qui in Italia da anni e sia alle famiglie che si avvalgono della loro insostituibile opera di assistenza».  Oscar De Bona non nasconde la preoccupazione per le conseguenze che l’introduzione del reato di clandestinità, previsto con la recentissima approvazione delle “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, potrebbe comportare per le assistenti familiari straniere presenti in Veneto in modo non regolare, ma anche per le famiglie.  «Stiamo parlando di una realtà – fa rilevare De Bona – che rischia di vedere coinvolte a livello provinciale bellunese, grosso modo, tra le 5 e le 6 mila badanti, purtroppo molte in situazione irregolare. Non è pensabile che non si possa più utilizzarle dall’oggi al domani, perché solo una minima parte dei lavoratori e soprattutto delle lavoratrici attualmente in mobilità, a causa della crisi economico-finanziaria, è disponibile a fare questo tipo di attività, anche se si sta registrando un certo ritorno per quanto riguarda l’assistenza diurna. Per l’assistenza 24 ore su 24 il ricorso alle assistenti familiari straniere resta una necessità anche per il futuro, in parallelo con la crescita della popolazione anziana che secondo l’Istat, nella nostra regione, potrebbe raggiungere nel 2020 la quota di quasi un milione e 200 mila persone». De Bona auspica quindi che il governo trovi una pronta ed efficace soluzione a questo problema. «Si potrebbe studiare un meccanismo – conclude – che responsabilizzi i datori di lavoro, attraverso una dichiarazione di conferma della volontà di continuare a servirsi delle prestazioni delle assistenti familiari già in servizio. Questo consentirebbe di farle uscire dalla clandestinità e di regolarizzarne la posizione anche sotto il profilo contributivo. Pur facendo salvo il principio di contrastare l’immigrazione clandestina, il Veneto, come ha sempre sostenuto anche il presidente Galan, è per un comportamento civile in linea con i riconoscimenti ottenuti di “Regione all’avanguardia nelle politiche per l’accoglienza”. Siamo in linea con l’atteggiamento corretto e rigoroso del ministro Roberto Maroni: un conto è la politica che contempla l’offerta di lavoro qualora siamo nelle condizioni di farlo, un altro è far entrare chi arriva con ben altre intenzioni».

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