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Massimo Cacciari: Dov’è il federalismo fiscale della Lega? Vogliamo autonomia e responsabilità!

«Belluno 8 aprile 2009 «Delle elezioni regionali del 2000 mi rimane il rimpianto di non aver vinto. Perché se fosse andata bene avremmo certamente approvato l’autonomia della provincia di Belluno». Esordisce così Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, all’incontro dal titolo “Per una montagna abitata: provincia autonoma e federalismo” che si è tenuto questa sera alla Sala De Luca in Borgo Prà. Al tavolo dei relatori il presidente della provincia Sergio Reolon, la vicepresidente Claudia Bettiol, mentre non ha potuto partecipare Lorenzo Dellai presidente della provincia di Trento, perché impegnato in Abruzzo per il sisma. Riferendosi alla nostra provincia, Cacciari ha parlato di riconoscimento pieno della specificità di un territorio, quindi con la gestione delle competenze e delle risorse, senza alcun secessionismo. «Con Sergio Reolon queste cose ce le ripetiamo da una decina d’anni – ha detto Cacciari – invece sta passando un federalismo vuoto da spot pubblicitario». Secessione, secessione strombazzano i leghisti ai quattro venti e poi «si accontentano di medagliette contraffatte»! Cos’è il federalismo fiscale? Dov’è il federalismo fiscale?  chiede Cacciari riferendosi agli slogan leghisti. «Non ci sono le risorse e hanno tolto anche le competenze. Alla faccia del federalismo»! Sottolinea Cacciari riallacciandosi all’intervento di Reolon, laddove spiegava che dallo Statuto regionale veneto è scomparso il riferimento all’autonomia, sostituito da un generico riferimento alla specificità della montagna veneta. Ma Cacciari non si accontenta di fermarsi ai fatti. E passa all’analisi dei risvolti etici, dei comportamenti e delle ripercussioni. «Noi non chiediamo quattrini, ma forme di autogoverno! Per cessare di vedere la questione in termini assistenziali. La legge speciale su Venezia – spiega Cacciari – è stata deleteria, perché ha iniettato una mentalità fondata sull’assistenzialismo». Come dire che ha educato la classe politica dei Comuni e delle Province ad inchinarsi dinanzi alla Regione per ricevere elargizioni. Che in questo modo diventano discrezionali e aumentano il potere della Regione. «Dacci autonomia e responsabilità»! Ribadisce Cacciari e non il 20% dell’Irpef come chiesto da una cordata di sindaci. Perché il 20% dell’Irpef è un obiettivo irrealizzabile con un debito pubblico del 110%. «E al di là dell’aspetto contabile, non tocca alcuno degli aspetti culturali della questione». Crescendo finale con un j’accuse alle Regioni a statuto speciale, che non hanno più alcuna ragione d’esistere «Bisogna avere il coraggio di mettere mano alle riforme istituzionali. Perché non è tollerabile che l’intera comunità trasferisca 4000 euro pro capite ai cittadini dell’Alto Adige e 3000 euro pro capite ai Friulani!»

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