Tuesday, 23 July 2019 - 11:05

Salvezza della provincia appesa a un doppio filo: quello delle lobby teorizzato dall’onorevole Paniz e l’ordine del giorno redatto dal professor De Martin

Ago 31st, 2012 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Le scommesse sono aperte. In palio c’è la sopravvivenza della provincia di Belluno, affidata a due azioni politiche emerse questa mattina nel corso dell’incontro dei sindaci durato circa due ore, al centro Giovanni 23mo di Belluno, su iniziativa dei tre consiglieri regionali Bond, Reolon e Toscani.

Secondo l’onorevole Maurizio Paniz, la sopravvivenza della provincia può essere garantita da un sistema di relazioni personali e quindi dalla pressione di una lobby sul governo centrale.

Il professor Gian Candido De Martin Topranin, invece, ha redatto un ordine del giorno nel quale sono contenute le varie ragioni (specificità, conformazione, estensione ecc. vedi fondo pagina) per le quali la provincia di Belluno deve rimanere in vita. Il documento, che verrà inviato alla Conferenza Stato-Regioni, alla Regione del Veneto e al Governo nazionale, ha trovato l’adesione della maggioranza dei sindaci.

Staremo a vedere se la “luccicanza politica” dell’onorevole Paniz è ancora efficace. Come cinque anni fa, quando il principe del Foro bellunese estrasse dal cappello magico il nome di un politicamente sconosciuto Antonio Prade, piazzandolo diritto a Palazzo rosso, polverizzando le previsioni della sinistra.

Oppure se sarà l’ordine del giorno confezionato dall’illustrissimo professor De Martin e sottoscritto dai sindaci a modificare le determinazioni del governo. O se invece il documento altro non farà che accodarsi alle 10, 100, 1000 richieste analoghe. In ogni caso, avrà dato l’illusione al popolo che i sindaci hanno fatto tutto quanto era in loro potere e dovere fare. Ossia chiedere con i mezzi democratici a disposizione la salvezza del loro territorio, senza però esporsi esageratamente. Come sarebbe accaduto se fosse stata accolta la “proposta Bampo” di dimissioni in blocco.

Al di là di come andrà a finire questa inquietante storia della provincia, registriamo che per la prima volta un’assemblea di politici appartenenti a varie formazioni, hanno dato l’impressione di unità. E questo potrebbe essere il preludio di una “coalizione Dolomitica” che superi gli schieramenti, sul modello dell’Svp Südtiroler Volkspartei (Partito Popolare Sudtirolese).

“Una bella pagina per il Bellunese. La stragrande maggioranza dei sindaci è compatta e ha dimostrato di volere una provincia unita e forte della sua specificità”, hanno dichiarato i consiglieri regionali bellunesi Dario Bond (Pdl), Sergio Reolon (Pd) e Matteo Toscani (Lega nord). I sindaci bellunesi si sono impegnati a portare nei rispettivi consigli comunali l’ordine del giorno sull’unitarietà della provincia predisposto nei giorni scorsi dai tre consiglieri regionali bellunesi con l’aiuto del professor Gian Candido De Martin.

Alla riunione erano presenti 59 sindaci per 62 amministrazioni rappresentate (c’era chi aveva la delega del collega). Assenti Rocca Pietore – che però aveva anticipato la sua intenzione di votare a favore dell’odg – Sospirolo, San Pietro di Cadore, Puos d’Alpago, Forno di Zoldo, Fonzaso e Alleghe. I comuni a essersi astenuti invece sono Cortina d’Ampezzo, Sovramonte, Calalzo, Sappada e Lamon. Nessun comune contrario.

Roberto De Nart

ODG unità della Provincia di Belluno

I rappresentanti dei Comuni bellunesi, riuniti oggi 31 agosto 2012 a Belluno, insieme ai Consiglieri regionali bellunesi e ai Parlamentari italiani bellunesi

– valutato con molta preoccupazione il grave rischio che – in sede di attuazione di quanto previsto in ordine al riordino delle Province dall’art. 17 del DL 95/2012, convertito con L.135/2012, e dalla conseguente Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio scorso – venga messa in discussione l’unità della Provincia di Belluno, stante la popolazione inferiore alla soglia dei 350.000 abitanti stabilita dal suddetto atto governativo;

– sottolineato anzitutto con forza che l’unità della nostra Provincia, tenuto anche conto di quanto previsto dagli artt. 5 e 133 della Costituzione, non può essere modificata in nome di astratti criteri demografici in contrasto con il sentimento di storica appartenenza alla comunità provinciale di (tutte) le popolazioni locali ivi residenti, che si riconoscono nella Istituzione territoriale autonoma che rappresenta tale unità;

– considerato che in ogni caso il mantenimento dell’attuale ambito territoriale provinciale si giustifica ampiamente per le seguenti inoppugnabili ragioni:

1) si tratta di una Provincia totalmente montana, con evidenti specificità sia in ordine al rapporto tra territorio (ampio) e popolazione insediata (oggettivamente e di necessità assai più ridotta rispetto ad aree non montane), sia con riguardo all’assetto delle infrastrutture e ai servizi pubblici che ne debbono assicurare vita e collegamenti;

2) si tratta di un territorio con peculiari esigenze di autonomia e autogoverno, a maggior ragione perchè contiguo con due Regioni speciali, con conseguenti squilibri socio-economici, che richiedono anche un rafforzamento dell’unità provinciale rispetto ai rischi di disgregazione;

3) la Regione del Veneto ha espressamente riconosciuto nel proprio recente statuto la condizione particolare della Provincia di Belluno come ineludibile punto di riferimento istituzionale, anche per gli enti locali del territorio (art.15, comma 5), vincolandosi a rafforzarne l’autonomia in una serie di campi significativi, a vario titolo connessi con le esigenze della popolazione residente e la realtà transfrontaliera;

– rilevato che per la bassa densità abitativa della provincia di Belluno, superficie circa 3.700 km2 ed abitanti 215.000 arr., per rispettare il parametro popolazione della Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio scorso (350.000 ab) sarebbe necessario aumentare l’estensione a 6.000 km2 (!) pari ad un terzo dell’intera regione (!) evidenziando così la non congruità di correlazione tra i due parametri in situazioni particolari quali quelle dei territori interamente montani;

– dato atto che per la superficie del Veneto, di circa 18.400 km2, sono compatibili mediamente le 7 province esistenti rispetto il parametro estensione della Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio scorso (2.500 km2) e che comunque quella di Venezia deve trasformarsi in area metropolitana con quindi una riduzione rispetto la situazione attuale;

– dato atto che per la popolazione del Veneto, di circa 5.000.000 di abitanti, sarebbero possibili 14 province rispetto il parametro popolazione della Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio scorso (350.000 ab) cioè il doppio di quelle esistenti e che comunque quella di Venezia deve trasformarsi in area metropolitana con quindi una riduzione rispetto la situazione attuale;

– evidenziato che la provincia di Belluno fa parte del club dei 15 cioè le quindici provincie italiane più industrializzate secondo questi criteri:

alto reddito (20 000 euro per abitante – primo quartile per l’Italia);

contributo dell’industria (comprese costruzioni) al valore aggiunto superiore al 35% – la UE 25 ha una media del 29% (Italia 28%) ed individua la soglia dei territori industriali al 30%;

quota dell’occupazione industriale superiore al 40% – la UE 25 ha una media del 27% (Italia 31%).

smentendo così la nomea di provincia povera ed arretrata tecnologicamente e che anzi una modifica territoriale sconvolgerebbe drasticamente e negativamente il delicato equilibrio che si è venuto a creare nel tempo;

– apprezzando in modo particolare e ritenendo significativo che è stato accolto come raccomandazione in Senato in sede di conversione in legge del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, l’ordine del giorno che impegna il Governo a valutare di estendere alle Province interamente montane, come quella di Belluno, la deroga e di farle salve ai sensi del comma 2 articolo 17;

– rivendicando il ruolo che deve essere riservato ai Comuni, in base all’art.133 della Costituzione, per le ipotesi di modifica di territori provinciali;

all’unanimità determinano di:

– sollecitare la Conferenza Regioni-Enti locali del Veneto a tener conto di quanto sopra considerato, esprimendo in conseguenza un parere in sintonia, in cui sia espressamente salvaguardata l’unità della Provincia di Belluno;

– chiedere comunque alla Regione del Veneto di essere coerente con il proprio statuto, facendo valere il diritto della Provincia di Belluno di mantenere la sua unità, anche in deroga al criterio demografico indicato dal Consiglio dei Ministri, impegnando in tal senso i Consiglieri regionali ed in particolare quelli bellunesi;

– sollecitare il Governo nazionale a provvedere in conformità a quanto qui evidenziato rispettando anche la raccomandazione accolta in sede di conversione in legge del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 ed in premessa richiamata, impegnando i Parlamentari nazionali della Regione Veneto ed in particolare quelli bellunesi ad appoggiare tale richiesta;

– invitare tutti i Comuni bellunesi a far proprio questo documento in una seduta straordinaria a breve dei Consigli comunali, trasmettendolo tempestivamente alla Conferenza Regione-Enti locali e a Giunta e Consiglio regionale del Veneto.

Comune

Agordo

Alano di Piave

 

 

Alleghe

 

 

Arsie’

 

 

Auronzo di Cadore

 

 

Belluno

 

 

Borca di Cadore

 

 

Calalzo di Cadore

 

 

Canale d’Agordo

 

 

Castellavazzo

 

 

Cencenighe Agordino

 

 

Cesiomaggiore

 

 

Chies d’Alpago

 

 

Cibiana di Cadore

 

 

Colle S. Lucia

 

 

Comelico Superiore

 

 

Cortina d’Ampezzo

 

 

Danta di Cadore

 

 

Domegge di Cadore

 

 

Falcade

 

 

Farra d’Alpago

 

 

Feltre

 

 

Fonzaso

 

 

Forno di Zoldo

 

 

Gosaldo

 

 

Lamon

 

 

La Valle Agordina

 

 

Lentiai

 

 

Limana

 

 

Livinallongo del Col di Lana

 

 

Longarone

 

 

Lorenzago di Cadore

 

 

Lozzo di Cadore

 

 

Mel

 

 

Ospitale di Cadore

 

 

Pedavena

 

 

Perarolo di Cadore

 

 

Pieve d’Alpago

 

 

Pieve di Cadore

 

 

Ponte nelle Alpi

 

 

Puos d’Alpago

 

 

Quero

 

 

Rivamonte Agordino

 

 

Rocca Pietore

 

 

San Gregorio nelle Alpi

 

 

San Nicolo’ di Comelico

 

 

San Pietro di Cadore

 

 

Santa Giustina

 

 

San Tomaso Agordino

 

 

Santo Stefano di Cadore

 

 

 

San Vito di Cadore

 

 

Sappada

 

 

Sedico

 

 

Selva di Cadore

 

 

Seren del Grappa

 

 

Sospirolo

 

 

Soverzene

 

 

Sovramonte

 

 

Taibon Agordino

 

 

Tambre

 

 

Trichiana

 

 

Vallada Agordina

 

 

Valle di Cadore

 

 

Vas

 

 

Vigo di Cadore

 

 

Vodo Cadore

 

 

Voltago Agordino

 

 

Zoldo Alto

 

 

Zoppe’ di Cadore

 

 

 

 

Consiglieri regionali

 

Bond

 

 

Reolon

 

 

Toscani

 

 

 

 

Parlamentari

 

Gidoni

 

 

Fistarol

 

 

Paniz

 

 

Vaccari

 

 

Share

24 comments
Leave a comment »

  1. Lodi lodi lodi!! La montagna ha partorito il topolino.
    Con tutti questi big schierati non dovrebero esserci problemi. Soprattutto ciò che ci deve dar fiducia sono le parole dell’onorevolissimo Paniz: se ha convinto il Parlamento con la storiella di Ruby vuoi che non lo faccia per la provincia???

  2. La montagna ha partorito il topolino…
    Chi vuoi che se ne freghi delle lamentele di quattro montanari, sono vent’anni che gridiamo il nostro dolore e nessuno se ne accorge. Anzi, va sempre peggio.

    Unica via possibile quella indicata dal Pab: DIMISSIONI IN BLOCCO.
    Il resto è tempo perso e noia.

  3. Il timore (almeno il mio) è che un ODG sia come affrontare il leone con l’acchiappamosche.
    Sicuramente esso rappresenterà l’alibi per permettere a lor signori di affermare di aver fatto il massimo di ciò che potevano fare.
    Noi con una articolata proposta (non provocazione) di dimissioni avevamo offerto una via alternativa.
    La differenza di questa con l’ODG è che essa rappesentava una via di lotta pregiudichevole per le “careghe”…
    Il fatto veramente positivo nel triste panorama dell’incontro è stato che finalmente tutti si sono resi conto della necessità di fare blocco unito per difendersi dal centralismo.
    OGGI, 31 AGOSTO 2012 C’E’ STATA quindi LA PRIMA PRESA DI POSIZIONE TRASVERSALE E SQUISITAMENTE TERRITORIALE DA PARTE DI SINDACI, PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI BELLUNESI CON AFFERMAZIONE DELLA NECESSITA’ DI UNIFICARE GLI SFORZI IN FAVORE DEL TERRITORIO.
    QUESTO E’ IL PRIMO PASSO (INVOLONTARIO!) VERSO LA FORMAZIONE DI QUEL PARTITO SIMILE ALLA SVP DI BOLZANO CHE DA ANNI QUALCUNO INVOCA

  4. Unica via possibile: RIMANERE UNITI E RICHIEDERE CON FORZA CIO’ CHE CI SPETTA !
    Avere ben chiaro l’obiettivo e perseguirlo con forza in ogni luogo ed in ogni sede!

    E’ comunque un primo passo aver raggiunto un documento condiviso da parte dei sindaci, che poi sia debole mancando di citare la tutela delle minoranze linguistiche (cosa che i nostri vicini utilizzano come arma di difesa della loro autonomia) nelle richieste è chiaro. Credo comunque che tale importante punto possa e debba essere inserito nelle delibere dei consigli dei vari comuni.

    A proposito…il resto mi sembrano evoluzioni circensi che ci farebbero sparire in un istante…abbiamo a che fare con un governo di tecnocratici irrazionali e anti-costituzionali…neanche sanno cosa siamo e dove stiamo! Se ci presentassimo divisi faremmo la fine del topo…

    Animo Belluno, forza bellunesi ! Quando i “montanari” si mobilitano di solito le cose cambiano…

  5. Quando si mobilitano i montanari altoatesini però, facendo saltare i tralicci. Non con ordini del giorno dei sindaci

  6. Dobbiamo perseguire SEMPRE soluzioni pacifiche, possibili e democratiche…la violenza non porta mai a nulla di buono! Rovina invece il lavoro degli altri…oltre che il proprio futuro…

  7. http://bellunopiu.it/?p=2604

  8. E le dimissioni di massa non sono una soluzione pacifica in stile ghandiana?

  9. p.s.: si scrive cosi’ ghandiana?

  10. Grazie a Bellunopress per aver pubblicato tempestivamente il documento.
    Ora la propsta unitaria c’é, é dovere di tutti sostenerla senza se e senza ma.
    Non ci sono vittorie o meriti da sparitre consiglieri e amministratori hanno fatto solo il loro dovere.
    Se serve il sostegno del popolo in piazza io ci sto.

  11. …le dimissioni di massa non sono praticabili…

  12. … e cosa sarebbe praticabile, Manlio?
    Le decisioni patetiche prese oggi?
    Sono sicuro che Roma e Venezia iniziano già a tremare….

  13. A che serve un ordine del giorno? A nulla.

    E se anche venisse salvata, che provincia avremmo? uguale a prima, se non meno democratica e con meno compentenze.

    Serve invece volare alto e costruire una provincia nuova, dentro una regione alpina dove fare politiche moderne, europee ed innovative per la montagna.

    Questo dovrebbero fare Bond, Reolon e Toscani (i parlamentari non vale la pena neppure nominarli) se avessero a cuore la nostra terra e non solo comparire sui giornali!

  14. Ho grande rispetto per gli amici che vedo ripresi nell’ immagine.
    Prendo atto che per l’ ennesima volta si tenta di percorre la via del cambiamento attraverso gli strumenti amministrativi o istituzionali.
    Capisco la posizione dell’ amico GianCadido De Martin che non può esporsi in termini politici.
    Capisco molto meno gli amici Reolon, Bond e Toscani. Siete, oltre che amministratori, non occasionali
    appartenenti e rappresentanti diei Partiti Politici PD, PDL, LEGA.
    Sul problema avete coinvolto i vostri Partiti e conseguentemente tutti gli altri ?
    Non poteva, sempre l’ amico GianCandido De Martin, presiedere e coordinare anche tutte le segreterie dei Partiti in Provincia ?
    Capisco che la tentazione di rinunciare al “PRIMATO DELLA POLITIICA” è forte soprattutto in presenza della crisi e delle difficoltà di rappreserntanza ed efficienza dei Partiti, però è molto pericoloso ed esiziale prendere iniziative che di fatto lasciano lo spazio democratico all’ antipolitica ed all’ antipartitismo.
    Se ne è accorto anche l’ amico Paolo Bambo che propone alla fine un “partito”.
    La diffusa sfiducia, scoramento ed anche rabbia che percorrono le “strade” della nostra Provincia devono essere raccolti dalla “politica”.
    Approfitto di questo spazio per rivolgere a tutti i Partiti organizzati in Provincia a trovare la forza per
    rinnovarsi, per ritrovare la fiducia nella loro funzione e farsi carico con coraggio della situazione e trasformare le difficoltà in “progetto” complessivo, discusso, unitario e coerente che consenta di uscire dall’ attuale situazione.
    Questo anche nel caso della prevista disarticolazione della comunità provinciale o, di converso, dell’ aggregazione alla vicina Treviso.

    Mario Svaluto Moreolo

  15. @Svaluto: nel caso di aggregazione a Treviso è giusto che i Comuni facciano i referendum e vadano dove è giusto che stiano e cioè con la montagna.

    Non è possibile accettare la morte delle nostre comunità in nome di nessuno, tanto meno di partiti e rappresentanti regionali e nazionali che hanno FALLITO.

  16. Ieri ero con Paolo Bampo a distribuire volantini a tutti i presenti ed ho avuto modo di sviluppare qualche pensiero.
    Innanzitutto la rete di amicizie e conoscenze invocata dall’on. Paniz è un’attività lobbistica (nella più positiva delle accezioni) che si fa, è certamente determinante, ma se diventa l’unico strumento proposto fa solo tanta tristezza: se c’è una lobby da usare strumentalmente e da palesare, invocandola, è proprio quella tra i Sindaci!
    …non certamente quella del “lei non sa chi conosco io”!
    L’ODg proposto ai Sindaci per convocare un consiglio comunale straordinario è un pregevole atto formale dovuto, con degli appigli normativi plausibili e, se sottoscritto da tutti i presenti, certamente significativo.
    Potrebbe diventare un vero e proprio macigno se integrato con una paragrafetto sul tono

    “il presente documento rappresenta l’ultimo atto approvato dalla giunta da me presieduta, poichè rassegno le mie dimissoni motivate dalla costante assenza di attenzione per la realtà dolomitica provinciale bellunese che rende impossibile il mio incarico elettivo .”

    Infine due i concetti anti-storici nai quali è caduto il moderatore De Martin:
    -chiedere unità e determinazione anche a quei comuni che hanno già deciso la fuoriuscita (nonostante il doppio salto mortale avvitato della logica e della retorica tentato dal “mio” Sindaco De Menech per dargli un senso)
    -parlare di livellamento in basso dei benefici delle Regioni a Statuto speciale, invece di puntare ad un nostro livellamento in alto.

  17. […] dicevo, alla fine la masnada, radunata dai tre moschettieri belluneggianti, si è convinta che la Provincia di Belluno dovrebbe restare integra, che sarebbe bene non venisse accorpata a […]

  18. Generalmente sono critico coi Sindaci, che pure incito costantemente a far sentire uniti la propria voce. Stavolta devo dire che la riunione è stata importante per presenza e documento sottoscritto. Certo è comprensibile l’astensione dei Comuni coi referendum svolti, ma non quella di De Carlo, in attesa di sapere cosa decidano altri per noi, invece unirsi a chi propone. Enigmatica l’esultanza di Toscani, che fino ad ieri si misurava il nuovo abito buono sia per il funerale della Provincia, da lui auspicato, che per prepararsi a nuovi incarichi nella nuova “Governance” territoriale. Altrettanto dubbio il darsi da fare dei nostri politici romani, reduci da un letargo pluristagionale. Anche il documento partorito non può essere paragonato alla nascita di un novello Achille, bensì a quella di un Ulisse, forse troppo attendista e mediatore. Ma, ripeto, ben venga questo soprassalto d’orgoglio bellunese. Attendiamo con fiducia l’effetto che il documento provocherà in laguna, sempre vigili e pronti alla battaglia.

  19. Si parla solo di unità, ma non di autonomia: che si vuole, un relitto di provincia come prima?

    Serve una provincia forte, autonoma e dotata di risorse che possa competere con trento e bolzano.

    per i nostri politici a venezia: bhe, il teatrino è finito. tornate a fare il lavoro di prima.

  20. @Cris,
    il nocciolo è proprio quello che hai sottolineato, ma adesso la questione prioritaria è il salvataggio della Provincia od in alternativa l’individuazione di una piattafrorma da cui ripartire.
    Come sempre poi resta in piedi l’obbiettivo maggiore che è quello della costruzione di una Provincia autonoma che dia alla nostra terra ed alle nostre genti una dignità maggiore di quella offerta da quello che tu giustamente definisci “relitto”, perchè tu mi insegni che i relitti prima o poi vanno sempre a fondo….e la situazione attuale ne è la dimostrazione.

  21. Spero tanto che l’odg che verra’ portato nei consigli comunali sia piu’ pepato..da qui in avanti vedremo quali saranno I Sindaci che sono veramente coerenti con la loro presunzione di immagine…..uomini o caporali?

  22. […] che qualcuno abbia fatto notare questa lieve mancanza e che l’originario articolo dell’ODG: 3) la Regione del Veneto ha espressamente riconosciuto nel proprio recente statuto […]

  23. […] dicevo, alla fine la masnada, radunata dai tre moschettieri belluneggianti, si è convinta che la Provincia di Belluno dovrebbe restare integra, che sarebbe bene non venisse accorpata a […]

  24. […] che qualcuno abbia fatto notare questa lieve mancanza e che l’originario articolo dell’ODG: 3) la Regione del Veneto ha espressamente riconosciuto nel proprio recente statuto […]