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Sedico. Biblioteca gremita ad ascoltare Toni Capuozzo: “Abbiamo dimenticato le cicatrici della guerra”

Toni Capuozzo

Sedico, 8 maggio 2025 – “Mi sono occupato per molti anni di guerre dimenticate, come quella dell’ex Jugoslavia, E’ sempre molto facile farsi cullare dalle illusioni. In molti luoghi dove sono stato come inviato di guerra, le persone mai si sarebbero aspettate lo scoppio di un conflitto. Sono nato nel 1948, la mia generazione è la prima che invecchia senza aver vissuto la guerra. Oggi abbiamo perso le cicatrici della guerra e riteniamo che la pace sia ‘di serie’ come l’autoradio nelle auto di oggi. Improvvisamente ci accorgiamo che non è così”.

Lo ha detto Toni Capuozzo, giornalista, scrittore e conduttore televisivo, questa sera in biblioteca di Sedico dinanzi a una platea di oltre 150 persone. La serata era organizzata dall’Associazione culturale “Riflessioni Contemporanee”. A condurre l’incontro il giornalista Michelangelo De Donà.

Capuozzo nel raccontare le sue esperienze di inviato di guerra ha sottolineato più volte la convinzione che accompagna noi europei, per la quale riteniamo la pace una conquista consolidata e perenne, ereditata dalla spartizione di Yalta fatta dalle potenze vincitrici la Seconda guerra mondiale.

“Oggi i politici usano la parola guerra, riarmo, con noncuranza, perché non hanno mai visto con i loro occhi la guerra. Solo il papa in questi ultimi anni ha parlato di pace. I leader europei – ha detto Capuozzo – poco o nulla hanno fatto per favorire accordi di pace”.

“Nei miei anni da inviato di guerra – ha sottolineato – non ho mai visto un intervento militare che abbia avuto successo. Ossia che abbia lasciato una situazione migliore di quella che aveva trovato: Somalia, Libia, Iraq, Balcani, Afghanistan. E allora – ha concluso Capuozzo – ci dobbiamo fare una domanda: ne valeva la pena? No, non ne vale mai la pena”!

Capuozzo ha raccontato vari aneddoti, come quello vissuto nel 1992 durante l’assedio di Sarajevo durante guerra dei Balcani. “Mi trovavo in un veicolo di una colonna dell’Onu. In un momento di tregua, chiedemmo al generale canadese come fosse cominciata quella guerra. Ci rispose che il primo colpo lo spararono 600 anni prima”. Difficile, insomma, in molti conflitti, stabilire di chi sia la piena responsabilità, come avviene oggi in Ucraina e in Palestina. Certo è, che se sono sacrosanti i principi, non deve valere la doppia morale.

Capuozzo ha concluso la conferenza accennando al suo ultimo libro “Vite di confine”. “E’ la storia di una cinquantina di persone che raccontano la loro vita”. Racconti senza prudenza li ha definiti l’autore. Una sorta di antologia di Spoon River lungo il confine orientale tra Gorizia e Nova Gorica.

Roberto De Nart

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