Fiducia alle e nelle Istituzioni? Innocenti…anzi colpevoli…anzi no…e chi lo sa?
Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri sono stati condannati in Appello per i “reati” ascritti.
Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri sono gli stessi che vennero assolti in primo grado per i medesimi capi d’accusa.
Succede. A volte succede anche il contrario (prima la condanna e poi l’ assoluzione). Nessun problema. Questa può essere, persino, la garanzia offerta al cittadino nel caso di insufficienza o alterazione di prove, di false testimonianze, di decadenza dei termini, di sopraggiunti nuovi elementi di giudizio o di altro.
Quello che, pur non essendo un particolare tifoso dei due sunnominati personaggi, mi fa restar basito è, però, quando, attraverso gli organi di informazione, apprendo come i magistrati del primo grado affermino che “quei fatti” ascritti non costituiscano reato e quelli del secondo grado di “giustizia”, stabiliscano, invece, che “quegli stessi fatti” siano delittuosi e, quindi, meritevoli di essere sanzionati.
Allora mi domando e dico: ma è possibile che in Italia non sappiamo neppure se un fatto sia o non sia un reato? Se, nella fattispecie, i giudici (e non, quindi, l’uomo della strada), non sappiano se un fatto sia reato o meno?… Per fortuna la legge non ammette ignoranza!. Siamo messi bene! Molto bene! Dalle Istituzioni italiane possiamo e dobbiamo, perciò, aspettarci di tutto. Magari anche che, in terzo grado, il magistrato ci dica che i fatti non siano neppure avvenuti. Tanto, indipendentemente da chi abbia ragione o meno, nell’ambito di una giustizia irrazionale, nessuno paga per la propria eventuale inadeguatezza.
Paolo Bampo – Limana
