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Caso Sappada. De Menech: «Lo slittamento non diventi una scusa per non affrontare il tema della montagna. La questione Bellunese va vista nel suo insieme»

Roger De Menech, deputato Pd
Roger De Menech, deputato Pd

«Lo slittamento di calendario al Senato del provvedimento per il passaggio di Sappada al Friuli non diventi la scusa per non affrontare il tema della montagna e del Bellunese con impegni concreti, puntuali e sostanziali». Lo afferma il deputato bellunese Roger De Menech appena appreso che il provvedimento sulla richiesta del comune bellunese è stato spostato dal calendario dei lavori d’aula.

La questione va affrontata a Venezia, a Roma e ora anche a Trieste. Perché la vicenda di Sappada «impone al governo e alla Regione Friuli di individuare strumenti finanziari per colmare le disparità che spingono gli abitanti di quella comunità a chiedere di cambiare regione», prosegue De Menech. «Dalla Regione Veneto dobbiamo poi pretendere l’applicazione dello Statuto regionale e il finanziamento della legge 25. Dopo quasi 20 anni di dibattito politico e numerosi provvedimenti legislativi, anche per la Regione Veneto è venuto il tempo delle scelte concrete nei confronti della montagna. I proventi del demanio idrico devono essere gestiti dalla Provincia di Belluno, così come la gestione del territorio, del turismo e del patrimonio boschivo vanno lasciati in mano ai bellunesi».

«Davanti abbiamo due strade: possiamo spendere le nostre energie per affermare principi generali (il rispetto della volontà popolare) e rincorrere soluzioni istituzionali come lo smembramento amministrativo dei territori. Oppure possiamo, io dico dobbiamo, rafforzare le misure concrete per aumentare la competitività di cittadini, imprese ed enti locali della montagna».

Quest’ultimo è un percorso avviato, per esempio, riattivando i Fondi per i Comuni di Confine: «risorse utilizzate non solo per interventi puntuali (scuole, impianti di risalita, piste ciclabili) ma anche come leva per sostenere l’economia e le famiglie con ricadute positive sull’intera area vasta montana. La riforma Delrio ha poi incrementato le risorse per il Bellunese, tanto è vero che oggi ragioniamo di costruire una nuova ferrovia e di elettrificare quella esistente e, notizia di pochi giorni fa, il governo investe 33,4 milioni di euro entro il 2020 per realizzare la banda larga e ultra larga in provincia di Belluno».

«E’ sufficiente?», conclude il deputato. «No di certo. Ma la sfida vera della politica provinciale è di affrontare questo momento per rafforzare il territorio, aumentandone influenza e autorevolezza. E’ un lavoro da fare tutti insieme, al di là dei confini e delle appartenenze politiche, evitando di far emergere facili posizioni che guardano alla gestione del consenso immediato».

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