Week end con tanta neve, temperature per nulla rigide: per me il clima ideale per andare in montagna e togliermi un po’ del grigio che la nebbia padovana mi mette addosso. Un’immersione nel bianco candido delle cime tra una passeggiata (breve) e una fetta di torta (abbondante). Un momento piacevole di conversazione con gli amici e le amiche che vivono qui e che mi ospitano con gioia. Alle amiche porto un po’ del “dicono di voi” dalla città, qualche gossip, un briciolo di confidenze sulle conoscenze comuni. So che non dovrei, ma ci ricado ad ogni w-e. E’ quasi un appuntamento.
Questa volta però la conversazione cade sul cinema, che in questi giorni offre sia in città sia qui in paese una serie di film italiani, commedie o giù di lì. Uno in particolare ci è piaciuto “Perfetti sconosciuti”: tutti siamo d’accordo. Pellicola divertente, intrigante anche se lascia un po’ di amaro in bocca: “Come è davvero la vita!” sbotta a sentenziare il solito amico saputello che non può trattenersi dal far filosofia spicciola. “Troppo teatrale tutto ambientato solo all’interno di una casa, monotono e vecchia ricetta troppo sfruttata dal cinema!! ” dice un altro amico avvezzo a frequentare il cinema, ma amante dei film di azione. “Invece ha tanto appeal, questa pellicola!” sbotta la mia amica A* con la quale concordo: il film pare proprio un film d’autore, impegnato a riflettere sugli aspetti profondi dell’animo umano e su quanto ci mostriamo diversi da quel che in realtà siamo nell’intimo. “Per me è stato noiosissimo!” dice quasi a mezza voce la figlia nemmeno ventenne di G* e L*, ma nessuno la ascolta, anche perché nel frattempo sono arrivate le birre e si è spezzata la magia del cinema.
La ricostruiamo lentamente qualche sorso più in là.
“Troppe cose in questo film” riprendo a dire io “Genovese ci ha voluto mettere la gelosia, l’invidia, la falsità, l’amore, l’altruismo…e alla fine è proprio vero che lascia l’amaro in bocca!” Eppure è vero anche che gli attori son tutti bravi, nomi del firmamento italiano già noti, Battiston, Mastandrea, Giallini, Rohrwacher e altri. Attori che vediamo in questi giorni anche in altre pellicole sul grande schermo. Ottime performances, le loro, interpretazioni da professionisti, parti assegnate adeguatamente, personaggi ben caratterizzati, ma paradossalmente il film è poco realistico: quali sono quegli amici di vecchia data con così tanti problemi e poi così tanto gravi nascosti per anni tra di loro? Io non li ho mai conosciuti e non mi par cosa verosimile. Poi? La delusione finale: Genovese fa svanire tutto come se fosse un sogno: allora prima mi uccidi il personaggio e poi me lo fai risorgere? In vero stile romanzesco.
Addento l’ultimo pezzetto di torta, butto giù un sorso di birra e dico: ecco qua tutto è finito in fretta, mai esistita la torta, mai bevuto un goccio di birra, mai avvenuta la storia del film. Attendo la prossima pellicola e il prossimo week end di neve, non proprio in quest’ordine.
Bruna Mozzi
