HomeMeteo, natura, ambiente, animaliCaccia alla volpe. Dai sopralluoghi della Polizia provinciale risulta tutto regolare

Caccia alla volpe. Dai sopralluoghi della Polizia provinciale risulta tutto regolare

L’amministrazione provinciale, a seguito dei sopralluoghi effettuati nel Comune di Cesiomaggiore, rassicura sulla liceità dell’attività di caccia alla volpe e smentisce che si siano verificati episodi di tortura o altro con l’utilizzo di filo spinato. Ecco di seguito la nota stampa diramata.

Palazzo Piloni sede della Provincia
Palazzo Piloni sede della Provincia

Belluno, 26 gennaio 2016 – I recenti articoli apparsi sulla stampa locale e relativi all’utilizzo di strumenti non consentiti nel corso di battute di caccia alla volpe quali fili spinati e bastoni chiodati, hanno portato questa Amministrazione a verificare la fondatezza delle informazioni riportate.

La polizia Provinciale è stata incaricata di verificare i fatti e nella giornata del 24 gennaio 2016 una pattuglia si è recata in comune di Cesiomaggiore.
In compagnia di alcuni attivisti di parte animalista è stato effettuato un sopralluogo nei pressi della località di Busette di Fianema.
Sul luogo sono stati effettivamente rinvenuti dei resti di filo spinato ma lo stesso era con ogni evidenza facente parte di una vecchia recinzione risalente a diversi decenni addietro, completamente divelta, ricoperta dalla vegetazione e fortemente consumata da processi di decomposizione.
Nessun gomitolo di filo spinato era presente o posto ad ostruire gli ingressi di alcune tane, probabilmente di tasso, visibili nei pressi.
Inoltre le tane apparivano di epoca successiva alla realizzazione della ex recinzione.
L’ipotesi che qualcuno, cacciatore od altro, abbia voluto impedire l’ingresso alle tane risultava quindi totalmente infondata.
Analogamente si conferma che “un lungo bastone appuntito” che viene citato negli articoli di stampa risulta essere, senza peraltro conoscere il frangente specifico, il normale bastone da montagna utilizzato tradizionalmente prima dell’avvento delle racchette che si usano attualmente, e che in area germanofila prende il nome di “Alpenstock”.
Tutto ciò fa ritenere che quanto segnalato dagli articoli di stampa sia frutto di un evidente malinteso che può giustificarsi solo con l’esasperazione di posizioni antagoniste rispetto all’attività venatoria e che non dovrebbero trovare terreno fertile in dichiarazione avventate che servono solo a gettare benzina sul fuoco, come purtroppo è capitato.
La nostra amministrazione riafferma dunque che l’attività di caccia alla volpe, che peraltro sta volgendo al termine, è strettamente regolamentata tanto quanto, e forse più, della restante attività venatoria.
Si ribadisce difatti che la normativa nazionale consente la libera caccia alla volpe fino al 31 gennaio 2016, che invece la Provincia ha proibito l’uso del cane segugio, utilizzato anche per questo tipo di caccia, a far data dal 2 dicembre, e ha vietato la caccia vagante, quindi il libero spostamento dei cacciatori sul territorio, a far data dal 1 gennaio.
Solo per particolari forme di caccia strettamente regolamentate, come quella in battuta alla volpe, è consentita la prosecuzione dell’attività venatoria fino al 31 gennaio. Questo tipo di caccia è consentito solo previa specifica autorizzazione, rilasciata quest’anno a 22 delle 67 riserve della provincia, prevede comunque la comunicazione agli organi di controllo e il nominativo dei partecipanti è registrato. Inoltre gli eventuali capi abbattuti sono conferiti presso l’istituto zooprofilattico per le verifiche sanitarie del caso.
Risulta quindi evidente lo sforzo regolatorio dell’Amministrazione Provinciale volto alla tutela di tutte le specie di fauna selvatica presenti nel territorio, nel quadro delle leggi che comunque consentono l’attività venatoria.
Naturalmente delle eventuali violazioni alle norme risponderà il trasgressore.

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