
La protesta paga. Più attenzione ai parametri ambientali che saranno valutati attentamente insieme a quelli di carattere energetico nella scelta del progetto vincente. E’ quanto prevedono le nuove disposizioni in materia di procedure per il rilascio di concessioni di derivazione d’acqua pubblica ad uso idroelettrico e per il rilascio dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti idroelettrici.
Impossibile non associare questi provvedimenti, approvati giovedì dalla giunta regionale, con tutte le azioni promosse dall’Associazione Acqua bene comune in difesa del territorio. Dal ricorso per la centrale in Valle del Mis, conclusosi con una vittoria in Cassazione, fino all’ultima protesta di Limana, seguita dalla chiusura totale del sindaco e dell’assessore all’ambiente all’ennesimo sfregio che si andava perpetrando alle acque del Piave a Ponte nella Alpi.
La normativa affonda le radici sul Regio decreto 1775 del 1933, sul Decreto legislativo 152/2006 e sulla Direttiva 2000/60 riguardante la classificazione dei corpi idrici superficiali. L’obiettivo è quello di mantenere la qualità delle acque di fiumi e laghi sulla base di parametri chimici ed ecologici verificati e classificati dall’Arpav.
Le nuove centraline dovranno rispettare dei parametri di qualità e di tutela ambientale. Inoltre la nuova legge sulla Commissione regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) introdurrà un concetto importante, ossia quello del coinvolgimento degli enti locali nel momento decisionale. Oggi i Comuni sono solo sentiti dalla Commissione che prende le sue decisioni in autonomia, poi ratificate dalla giunta regionale. Quando la nuova legge sarà approvata, la Commissione VIA continuerà ad esprimere il suo parere tecnico, ma sarà una conferenza di servizi, in cui gli enti locali avranno diritto di voto trasferendo il momento decisionale verso il basso.
Novità, inoltre, sui criteri di valutazione dei progetti. Mentre oggi, in base alla normativa statale ed europea, vengono valutati dalla Commissione VIA in regime di concorrenza solo i progetti delle centraline idroelettriche che garantiscono la maggior produzione energetica. Con le nuove disposizioni regionali la Commissione VIA valuterà invece tutti i progetti ritenuti ammissibili che verranno presentati e la scelta del progetto vincente terrà conto di una lunga e complessa lista di parametri sia energetici che ambientali. La procedura VIA analizzerà anche l’impatto delle opere di presa degli impianti proposti.
La nuova disciplina si applicherà ai nuovi progetti e a quelli attualmente in corso, fatti salvi le fasi procedimentali concluse e gli atti intermedi già perfezionati in base alle disposizioni precedentemente in vigore.
