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Smantellamento uffici postali di montagna. Piccoli: “Storica sentenza del Tar, Poste italiane non può fare ciò che vuole. Subito mobilitazione”

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia
Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

“Nell’eterna lotta tra Davide contro Golia, una sentenza del Tar dà finalmente ragione a un piccolo comune che lamentava la dismissione degli sportelli postali da parte di Poste Italiane. E’ uno spunto per i comuni bellunesi alle prese con scellerati piani di razionalizzazione ma anche per la società stessa e il Ministero dello Sviluppo Economico che adesso rischiano una reazione a catena”.

A esprimere soddisfazione è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli, da sempre a fianco dei sindaci bellunesi contro il piano di ridimensionamento annunciato da Poste Italiane e solo in parte sospeso.

Questi i fatti.

Con sentenza n° 332 del 15 Luglio il TAR del Friuli ha accolto il ricorso proposto dal comune di Buja in provincia di Udine, annullando i provvedimenti con i quali Poste Italiane, in applicazione del piano di riorganizzazione degli uffici postali, aveva chiuso due uffici postali in due frazioni del Comune.

“La sentenza ha affermato che l’esigenza di risparmiare può essere sì un fattore di valutazione da parte di Poste Italiane ma che non può prevalere sull’interesse pubblico allo svolgimento del servizio universale”, illustra Piccoli. “Eventuali razionalizzazioni, quindi, devono tenere in considerazione le condizioni geografica e orografica dei singoli territori interessati”.

“Finalmente si dice che il servizio postale è un servizio di interesse pubblico, ancorché gestito da soggetto privato, in quanto oggetto di concessione di pubblico servizio alla quale, aggiungo, è legato anche un contributo specifico della legge di stabilità. Insomma, Poste Italiane non può fare di testa sua”.

“Spero che su questa sentenza – che deve essere pubblicizzata il più possibile – si apra un confronto. Che succederebbe se i nostri comuni bellunesi facessero altrettanto? Visto che con Poste Italiane le buone maniere servono poco, forse è il caso di cambiare registro”, conclude Piccoli.

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